Fed, si prospetta un meeting interlocutorio

Difficilmente dal meeting proverranno novità sostanziali almeno da versante Fed. Il commento di Davide Marone, Senior Analyst, Fxcm Italia

Al di là del ruolo simbolico che il simposio di Jackson Hole riveste nel panorama economico e finanziario globale, difficilmente da esso proverranno novità sostanziali almeno per quanto concerne il versante Federal Reserve. Lo statement pubblicato a margine della riunione ufficiale del FOMC lo scorso 27 luglio e le Minute giunte il 17 agosto, hanno infatti rilevato un approccio piuttosto neutrale di Washington, che dopo i toni tracotanti di inizio anno, ha progressivamente ammorbidito la propria posizione hawkish a favore di una sempre crescente prudenza. Ciò ha trovato il suo suffragio con l’esito del referendum Brexit che ha di fatto eliminato l’aspettativa di un rialzo dei tassi entro la prima parte dell’anno e ha quanto meno ridimensionato quella per i prossimi meeting.

Strategia comunicativa solo saltuariamente interrotta da singoli membri del Board, i quali si sono talvolta espressi in favore di una policy restrittiva. Pertanto è lecito ritenere che verranno reiterati contenuti neutrali, con la sottolineatura di un sano approccio “data dependent”, che tenga conto delle prossime evoluzioni sul fronte occupazionale e dell’inflazione, dalle quali far dipendere il famigerato “rate hike” senza alcuna precisazione temporale.

In altre parole, è verosimile che le probabilità che ciò avvenga a settembre si allontanino ulteriormente, con il mercato che nell’immediato potrebbe reagire iniziando a prezzare aspettative per dicembre e quindi con il dollaro americano in possibile deprezzamento e listini ancora sostenuti.

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