Federpromm ad Assoreti, Abi e Ania: «Date ai consulenti un sostegno per almeno 4 mesi»

Aiutate agenti e consulenti “ a partita iva”. Con una lettera inviata a tutte le associazioni di rappresentanza degli intermediari del settore del credito e assicurativi – Abi, Assoreti, Oam e Ania – la Federpromm, quale organizzazione intercategoriale di tutte le figure professionali dei vari settori, chiede che le associazioni datoriali «si facciano portavoce nei confronti delle loro Associate per dare un sostegno economico straordinario di durata limitata a tali operatori qualificati e consulenti finanziari che hanno un rapporto diretto con tutta la clientela da loro assistita».

La gravità della situazione – scrivono il presidente di Federpromm Manlio Marucci e i responsabili dei settori creditizio, Daniela Pascolini, e assicurativo, Claudio Mariani – «ha avuto una ricaduta di  ampia portata sulla tenuta del sistema economico e finanziario coinvolgendo, in modo particolare, gli operatori professionali che operano nel settore creditizio, dell’intermediazione finanziaria ed assicurativa con partita Iva, quali i consulenti ed agenti finanziari, nonché gli agenti e consulenti assicurativi e previdenziali».

Perciò Federpromm ritiene opportuno “sensibilizzare le associazioni che raggruppano l’intero universo dei soggetti abilitati di tutta la filiera dell’intermediazione finanziaria, creditizia, assicurativa e previdenziale affinché intervengano presso le loro associate per un autonomo sostegno economico, da erogare ai vari operatori che hanno un mandato di agenzia, con o senza rappresentanza della mandante,  a titolo di contributo straordinario per un periodo di almeno quattro mesi a partire dal mese di marzo 2020»·

«Tale sostegno – fortemente sollecitato da tali qualificati professionisti – risulterebbe in linea con le iniziative già condotte dal Decreto Cura Italia e oltre ad essere politicamente condiviso andrebbe ad integrare le eventuali contribuzioni previste per talune figure professionali. Va inoltre considerato come i vari interventi governativi siano fortemente limitativi non prevedendo l’eventuale durata del fermo attività e non compensano il forte esborso economico a cui tali professionisti sono esposti per tutte le obbligazioni connesse allo svolgimento regolare della loro attività lavorativa: affitti da pagare, riduzione dei margini commissionali, mancati guadagni futuri, limitazioni a svolgere regolarmente i processi di formazione obbligatoria, esposizione nel tempo per alcuni profili non finanziabili».

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