Federpromm: «Illegittima l’iscrizione d’ufficio dei consulenti alla Gestione separata Inps»

Una recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo sul caso di un avvocato riapre il tema dell’iscrizione d’ufficio alla Gestione separata Inps per i professionisti iscritti ad Albi. A segnalarlo è la Federpromm, il sindacato dei consulenti finanziari e degli operatori del mondo finanziario e assicurativo.

In controtendenza con precedenti decisioni della Cassazione, lo scorso 11 luglio la Corte d’Appello di Palermo ha stabilito che «è illegittima l’iscrizione d’ufficio alla Gestione separata Inps per l’avvocato esonerato, in base al regolamento della Cassa di Previdenza Forense, dal versamento del contributo soggettivo». Con tale importante interpretazione dei giudici di merito sui vari ricorsi avanzati da avvocati iscritti alla Cassa Forense, «si viene ad affermare il principio che la legge ha inteso dire che non sono tenuti alla gestione separata Inps coloro che per svolgere la loro attività  devono essere iscritti ad Albi come lo sono di fatto i consulenti finanziari, oppure “coloro la cui attività non sia priva di collegamento con un ente previdenziale” di categoria (Enasarco, per i consulenti), e ciò in assoluta coerenza con la natura residuale della gestione separata», osserva Federpromm.

Secondo Manlio Marucci, segretario della Federpromm, «il fatto che già prima della istituzione della riforma Dini i promotori finanziari (oggi consulenti) fossero obbligati, in quanto lavoratori autonomi con mandato di agenzia, al pagamento della previdenza obbligatoria presso l’Enasarco, e dal gennaio 1997 con la legge 662/96 all’obbligo di iscrizione anche alla gestione separata presso l’ Inps, avvalora la tesi che anche per i consulenti ci sia  stato un evidente “abuso di potere”, con doppia previdenza obbligatoria, un abuso che va rimosso».

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