Fideuram Investimenti: “Fondamentali aziendali Usa solidi ma valutazioni elevate”

Luca Vaiani, head of Investment Strategy di Fideuram Investimenti sgr, risponde alle domande di Fondi&Sicav sul mercato azionario statunitense

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 Vaiani, Fideuram
Luca Vaiani, Fideuram

Nell’ultimo decennio la performance dello Standard and Poor’s 500 ha beneficiato molto della spinta dei titoli tecnologici in generale. Credete che le sorti dell’equity Usa saranno ancora legate a quelle di questo settore o che il cambio del ciclo comporti variazioni dell’asset allocation settoriale dei portafogli d’investimento?

Nell’ultimo decennio il mercato azionario Usa ha largamente sovraperformato il resto del mondo grazie a un tasso di crescita degli utili significativamente più alto di ogni altra area geografica.
La maggiore crescita degli utili è dipesa solo limitatamente da maggiori ricavi, ma in misura prevalente dall’espansione dei margini di profitto che sono stati guidati dal settore tecnologico che oggi pesa circa il 25% dell’indice S&P 500.
Dal punto di vista reddituale la sensitività delle azioni Usa alle dinamiche della tecnologia è elevata, anche perché in una fase avanzata del ciclo economico, quale quella attuale, è difficile che i settori più ciclici guadagnino la leadership di mercato a scapito di quelli caratterizzati da maggiore crescita e profittabilità. Pensiamo che nel 2019 la crescita degli utili sarà bassa ma positiva (anche se il primo trimestre sarà negativo per motivi legati all’impatto della riforma fiscale), con margini di profitto solo di poco inferiori a quelli record dello scorso anno.
Il gap di crescita degli utili tra Usa e resto del mondo dovrebbe ridursi sensibilmente quest’anno, così che non ci aspettiamo una forte divergenza tra la performance dell’indice azionario americano rispetto all’andamento delle azioni globali.
Se nel complesso i fondamentali aziendali americani sono solidi, le valutazioni sono più elevate dopo il forte recupero di inizio anno.

Quali variabili potrebbero offrire nuova linfa alla Borsa Usa? Sarà una Fed più dovish -dopo la fine degli effetti della riforma fiscale sui risultati aziendali- a offrire nuovo carburante all’equity?

L’aumento dei multipli riflette la radicale modifica di atteggiamento della Fed nella conduzione della politica monetaria e la riduzione della percezione del rischio legato alla trattativa con la Cina sul commercio internazionale, ma da questi livelli gli spazi di ulteriore espansione delle valutazioni appaiono limitati.
Nel breve un consolidamento del mercato appare possibile, ma il posizionamento sulle azioni non appare molto elevato e pensiamo possa essere di supporto in situazioni di eventuale correzione.
Nel complesso abbiamo un lieve sottopeso sulle azioni americane, che riflette un graduale aumento di prudenza sui mercati dopo la forte salita del primo trimestre, ma non una visione negativa sull’evoluzione dei fondamentali aziendali. Tatticamente, preferiamo i Paesi emergenti e l’Europa.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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