Anna Bagella, Fideuram Ispb: «Esg, sempre più richiesto»

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Secondo Fideuram Ispb, dopo una fase iniziale in cui i prodotti Esg venivano spinti dalle reti, oggi sta crescendo la consapevolezza degli investitori

Non ci sono dubbi sul fatto che ormai i prodotti finanziari che si collocano meglio sono quelli che hanno il marchio Esg. Qualcuno sostiene che si tratta semplicemente di una moda, ma la maggior parte delle reti di vendita sta puntando molto su questo comparto.

Ma come avviene il rapporto di consulenza su questo tema tra advisor e investitore? È il cliente che chiede prodotti che possono vantare il marchio Esg o è il consulente che ne spiega il valore e le potenzialità finanziarie? Anna Bagella, responsabile sviluppo offerta di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, non ha dubbi: «La crescita che sta conoscendo il settore del risparmio su investimenti sostenibili è evidentemente partita dal lato dell’offerta più che dal lato della domanda. Tuttavia, se si guarda alle scelte del mercato finanziario, vi è stato un aumento continuo degli investimenti Esg negli ultimi anni. A livello globale è stata toccata la cifra di 40 trilioni di dollari di asset sostenibili (Esg e Sri). Anche in Europa, secondo uno studio di Pwc, gli Aum di fondi Esg passeranno dall’attuale 15% del totale delle masse al 55% nel 2025».

Quali sono le principali cause di questo fenomeno?

«L’incremento dell’offerta da parte degli operatori di settore si sta riflettendo anche sulla domanda dei risparmiatori finali di investimenti sostenibili. Questi beneficiano peraltro della componente di educazione finanziaria collegata alla diffusione dei prodotti. Inoltre, alcuni temi di investimento che caratterizzano parte degli strumenti sostenibili stanno attraendo i risparmiatori a prescindere».

Quali sono questi temi trainanti?

«Si tratta soprattutto di quelli collegati a temi di rinnovo energetico e di evoluzione tecnologica. Tutto ciò potrebbe favorire nel tempo il passaggio a scelte più consapevoli da parte degli investitori».

Questa crescita continuerà anche nel futuro?

«Certamente la regolamentazione che richiede integrazioni di specifiche domande legate alla sostenibilità nei questionari di profilatura della clientela ha un ruolo positivo. Favorirà ulteriormente la crescita di consapevolezza nelle scelte di investimento».

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