Fiduciosi sui mercati del Sud Europa

Grecia esclusa, l’Europa del Sud conferma il miglioramento dei fondamentali economici. Il recente calo delle quotazioni offre numerose occasioni d’acquisto. Analisi di Lucy Bonmartel Gestore di DNCA Invest South Europe Opportunities

Le economie dell’Europa meridionale hanno beneficiato nel primo semestre di vari fattori positivi: gli interventi di riforma strutturale e di sostegno all’economia da parte dei governi, il programma di QE lanciato dalla Banca centrale europea che favorisce l’afflusso di una maggiore liquidità e il calo del prezzo del petrolio. Il miglioramento dei fondamentali economici spiega la buona performance della zona, con indici in rialzo nel primo semestre: +18,1% per il FTSE Mib in Italia, +15,7% per il PSI20 in Portogallo, +4,8% per l’Ibex35 in Spagna, leggermente penalizzato a causa dell’incertezza politica che precede le elezioni di fine anno.

Malauguratamente la Grecia è rimasta al centro delle preoccupazioni con la vittoria di Syriza a gennaio e l’avvio di difficili negoziazioni con i creditori. Il voto del 15 luglio del Parlamento greco sul progetto di legge relativo alle misure di rigore e austerità richieste dai parlamentari europei, nonché successivamente quello sui prossimi piani di aiuto saranno determinanti. Anche se non del tutto risolutivi: di fatto, pare che la ristrutturazione del debito greco sia comunque necessaria e vi sono forti dubbi sulla capacità del paese nel realizzare gli obiettivi prefissati.

Tuttavia, il messaggio lanciato dall’assenza di scarto negli spread tra i tassi delle obbligazioni di Stato tedesche e quelli dei paesi periferici, nonché l’elevata resistenza dell’Euro nei confronti del dollaro dall’inizio dell’anno, sono indici rassicuranti di un rischio di contagio contenuto. Il rischio principale che intravediamo attualmente per il Sud Europa si trova in Spagna dove il partito di estrema sinistra di Podemos potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalle misure impopolari imposte ai greci. Tuttavia, le difficoltà che il popolo greco sarà chiamato ad affrontare dovrebbero far riflettere gli spagnoli che iniziano solo ora a intravedere la luce dopo anni di crisi.

La tragedia greca potrebbe, in tal modo, spingere i vari governi ad attuare politiche di rilancio e promuovere l’equità nella condivisione della crescita, soprattutto verso i giovani e i disoccupati. Potrebbe inoltre spingerli ad accelerare l’integrazione politica e fiscale al fine di rafforzare l’Eurozona. Nonostante le turbolenze delle ultime settimane, restiamo fiduciosi sull’attrattività dei mercati del Sud Europa, escludendo la Grecia per la quale non intravediamo a breve un miglioramento dell’economia.

Ogni aumento della visibilità sul futuro della Grecia dovrebbe permettere ai mercati di recuperare terreno e tornare così a concentrarsi sui fondamentali economici, che continuano a segnare una ripresa, e sulla leva operativa offerta dalle imprese dopo diversi anni di consolidamento del loro profilo finanziario e competitivo. Il recente calo dei mercati offre numerose opportunità di acquisto e livelli di prezzo che ci sembrano più abbordabili rispetto ai primi mesi dell’anno.