Finalmente un po’ di chiarezza

di Lorenzo Macchia (Zitiello Associati)

L’istituzione di un fondo comune di investimento, soprattutto se alternativo e riservato a soggetti istituzionali, si fonda su un’efficace campagna di ricerche di mercato, di illustrazione e rappresentazione ai potenziali investitori delle eventuali caratteristiche, dei rischi e dei costi del fondo stesso allo scopo di consentire all’ideatore del prodotto di prendere coscienza della bontà e della riuscita dell’iniziativa. L’attività sopra descritta, che potremmo definire di “pre-commercializzazione”, risulta nella maggior parte dei casi non disciplinata all’interno dei vari ordinamenti nazionali degli Stati membri dell’Ue e addirittura c’è chi si spinge a farla rientrare direttamente nell’attività di commercializzazione vera e propria.

INQUADRAMENTO NORMATIVO

Consapevole della sostanziale diversità tra la fase di valutazione del mercato da parte del manufacturer per l’istituzione di un prodotto di investimento e la fase finalizzata alla vendita vera e propria del prodotto stesso, il legislatore europeo ha inteso fare chiarezza introducendo uno specifico inquadramento normativo omogeno, all’interno dell’Unione, dell’attività di informativa e sondaggio sull’interesse del mercato per i fondi alternativi.

Soffermandoci sulle caratteristiche introdotte a livello comunitario dell’attività di pre-commercializzazione, possiamo evidenziare che essa:

i) può essere effettuata da un gestore o da soggetti terzi incaricati dallo stesso gestore, che rispondono a determinati requisiti di vigilanza; 

ii) è rivolta a potenziali investitori professionali domiciliati o con sede nell’Unione europea; 

iii) ha per oggetto un’idea di investimento o una strategia di investimento in relazione a un Fia o a un comparto non ancora istituito ovvero istituito, ma non ancora oggetto di notifica alle autorità di vigilanza per la commercializzazione.

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