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Fintech, sempre più tribale

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Fintech, sempre più tribale

Un libro recente dimostra che nell’era della polarizzazione la fintech spinge una tribalizzazione delle scelte finanziarie

L’ultimo decennio ha visto un inasprimento dello scontro ideologico presso l’opinione pubblica in quasi tutte le maggiori economie del mondo. Il fenomeno ha investito l’occidente in pieno, ma ci sono anche diverse realtà emergenti che stanno sperimentando sviluppi simili. Ovviamente l’attenzione di quasi tutti gli osservatori è stata posta su quanto le nuove tecnologie possano avere contribuito al paradigma attuale. Meno esplorata appare l’intersezione fra le trasformazioni portate dalla tecnologia in ambito sociale e politico e quelle a livello di servizi finanziari. Proprio su quest’ultimo argomento si concentra Alberto Grisoni autore di “FinTech e Tribù: Uniti dal digitale per cambiare il mondo”.

In questo breve ma denso volume viene esaminata l’intera filiera dei servizi finanziari, dall’ambito bancario all’asset management, alla luce di un semplice ma potente concetto. Ossia il fatto che, con l’entrata sul mercato di player digitali più agili, si sta sviluppando una tribalizzazione delle scelte finanziarie. Interessante come in quest’ottica vengano portati ad esempio i fondi comuni con caratteristiche Esg. Questi ultimi infatti trovano particolare favore presso una ben specifica categoria di investitori. In generale, infatti, sono scelti soprattutto da persone dotate di un’identità caratterizzata da un certo tipo di sensibilità sociale e ambientale.

In alcuni casi i riferimenti per così dire tribali sono ancora più espliciti. Infatti da qualche anno operano negli Usa fintech bancarie rivolte a persone appartenenti a varie minoranze, fra cui gli omosessuali e gli afroamericani. Il discorso ovviamente va poi a lambire l’innovazione più dirompente di questi anni a livello finanziario, ossia le criptovalute. Queste ultime, infatti, spesso presentano una base di investitori con forti caratteristiche di sfiducia nei confronti del sistema finanziario tradizionale.

Uno degli elementi più interessanti sottolineati da Grisoni è che probabilmente il fenomeno è destinato a permanere e a diventare endemico nei servizi finanziari. Non ci sarebbe da sorprendersi se in futuro il successo di un gruppo finanziario fosse determinato dalla capacità di generare empatia valoriale con il pubblico. Sintomatico, ad esempio, appare il caso di una fintech spagnola. Quest’ultima ha infatti costruito attorno ai propri servizi una vera e propria app di entertainment. Tutto ciò allo scopo di creare e ben definire una community destinata a diventare il proprio bacino di clienti.

 

 

 

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