Flossbach von Storch: “Corporate bond rappresentano la gran parte del nostro portafoglio”

Flossbach von Storch AG. Il contributo di Frank Lipowski, gestore del fondo FVS Bond Opportunities all’inchiesta di Fondi&Sicav sui government bond area euro e Usa

Frank Lipowski, Flossbach von Storch

Dopo la corsa al rialzo delle quotazioni degli ultimi mesi e alla luce delle ultime decisioni della Bce e la Fed, credete che i government bond dell’area euro e degli Usa abbiano ancora spazio per un ulteriore incremento delle quotazioni?

Siamo piuttosto cauti e di recente abbiamo posizionato il portafoglio in modo più difensivo. La curva dei rendimenti è molto piatta e minaccia di appiattirsi ulteriormente. Nel lungo periodo, ciò non è affatto nell’interesse della Banca centrale europea (Bce). I problemi del settore bancario europeo si aggraverebbero ulteriormente in questo modo. Più piatta è la curva, più bassi sono i margini di profitto per le banche. Il paradosso è questo: dopo che la politica di salvataggio della Bce ha tenuto a galla le banche all’apice della crisi dell’euro e mantiene a galla gli istituti scarsamente capitalizzati, minaccia però a lungo termine il modello di business delle istituzioni sane.
Di recente abbiamo sostituito le obbligazioni a lunga scadenza con obbligazioni a breve termine e abbiamo gradualmente migliorato la qualità del credito del portafoglio.

Quali tipologie di government bond delle due aree (Eurozona ed Usa) preferite ospitare in portafoglio in questa fase e per quali ragioni?

In generale, le obbligazioni societarie rappresentano la maggior parte del portafoglio, oltre il 60% del totale. Per contro, i titoli di Stato rappresentano poco meno del 15%. I principali emittenti tra i titoli di Stato in portafoglio sono attualmente il Giappone, la Polonia, l’Italia e l’Austria. Circa il 70 % dei titoli è denominato in euro e circa il 16 % in dollari Usa. Al netto della copertura, la quota di portafoglio denominata in dollari Usa si attesta comunque a un buon 6%.

Per quanto possibile, operiamo sempre dal punto di vista di un investitore in euro ed evitiamo di incrementare i rischi valutari. Questi ultimi sono infatti limitati a un massimo del 15% del portafoglio.

Per noi è molto importante che il nostro approccio d’investimento sia opportunistico. In linea di principio, non effettuiamo alcuna allocazione in base al tipo di obbligazione o al Paese di origine dell’emittente. Il cuore dell’analisi è sempre il rapporto rischio/rendimento di ogni investimento. Che si tratti di un’obbligazione governativa o societaria è di secondaria importanza.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement