FOCUS CINA: sempre più grande potenza

Nel 2021 la Cina punta a espandere la propria economia di oltre il 6%. Il premier Li Keqiang, lo scorso marzo, nell’annunciare questo obiettivo, ha parlato di un livello di attività che consentirà al Paese di avere l’energia sufficiente da dedicare alle riforme, all’innovazione e a uno sviluppo di alta qualità.

Per quest’anno, Pechino mira a creare oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane, abbassare il rapporto deficit/Pil al 3,2%, espandere la domanda interna e promuovere gli investimenti per riportare l’economia ai livelli pre-pandemia. Nel 2021 è iniziato anche il 14° piano quinquennale (2021-2025) e, proprio per questa ragione, è ancora più importante analizzare le direttrici della crescita che il Paese ha deciso di darsi

La Cina rimane la migliore storia di consumatori al mondo

Negli anni, se si analizzano le componenti del Pil, si è assistito a un graduale equilibrio tra il settore manifatturiero e quello dei servizi e dei consumi, grazie a importanti cambiamenti strutturali e all’ascesa del settore privato. Nel 2020, per il nono anno consecutivo, il terziario ha avuto un peso superiore al manifatturiero e c’è ancora ampio spazio perché i consumi possano continuare a salire verso il livello registrato nelle economie avanzate (56% del Pil cinese, rispetto a una media Ocse di circa il 70%). Un altro dato da sottolineare è che il peso delle esportazioni è sempre più ininfluente per la crescita del Pil locale e indica che l’attività complessiva del Paese è meno suscettibile al contesto internazionale. 

A un processo ormai in atto da anni, si è aggiunto un ulteriore sforzo da parte del governo perché l’economia diventi sempre più indipendente dai mercati e dalla tecnologia d’oltremare, grazie all’introduzione di un modello chiamato “dual circular economy”, dove sarà data particolare priorità al ciclo interno, dedicando un forte sforzo al rafforzamento delle basi socioeconomiche della Cina. L’obiettivo è rafforzare i programmi esistenti per la modernizzazione industriale e l’innovazione tecnologica, non solo per essere autosufficienti, ma anche per diventare leader in settori strategici per lo sviluppo futuro. La Cina, infatti, vanta le filiere manifatturiere più complete al mondo, che dipendono, però, per alcuni prodotti high tech, da paesi stranieri come gli Usa, con cui le relazioni si sono caricate di continue tensioni negli ultimi anni, lasciando la “Terra di mezzo” più vulnerabile a fattori esterni.

Proprio per questa consapevolezza, Pechino punta a stimolare l’innovazione per proteggere la supply chain domestica e spingere contestualmente le aziende cinesi verso la catena globale del valore.

La Cina è più che mai alla ricerca di un modello di crescita che sia sostenibile e resiliente e ambisce ad assumere un ruolo di super-potenza che non le sia più riconosciuto solo in termini di grandezza economica, ma anche di capacità di assumere la leadership in settori strategici per lo sviluppo a livello globale. 

In questo contesto, la sua presenza nei portafogli degli investitori è destinata ad aumentare in maniera costante.

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