Fondamentali ancora favorevoli per un crescita globale progressiva

Il commento di Massimo De Palma, capo del team MACS (Multi Asset Class Solutions) di GAM Italia SGR

Nelle recenti settimane abbiamo assistito a una sotto performance dei paesi emergenti innescata da numerosi fattori: ampliamento dei deficit, gap di produttività e crollo dei prezzi delle materie prime energetiche e dei metalli industriali. La paura del contagio con le economie dei paesi sviluppati ha generato un’intensa discesa generalizzata. La svalutazione dello Yuan ha innescato l’accelerazione. Ciò che ha colpito è stata l’intensità della reazione rispetto al susseguirsi delle notizie. Indubbiamente siamo in presenza di un rallentamento della crescita dell’economia cinese ma non tale da giustificare timori di un hard landing. Le economie occidentali hanno confermato, con i recenti dati economici, un discreto stato di salute. A livello micro, in particolare in Giappone e in Europa, la pubblicazione dei dati trimestrali è stata incoraggiante. Il mercato sembra poi ignorare la politica monetaria particolarmente accomodante in Europa e Giappone, così come quella della FED che rimane tuttora espansiva, pur ipotizzando un possibile avvio del processo di normalizzazione entro la fine dell’anno. Il forte sovrappeso azionario a livello di asset allocation globale e la scarsa liquidità dei mercati nel mese di agosto hanno determinato l’intensa correzione a seguito dell’improvvisa avversione al rischio innescata dalla crisi dei paesi emergenti.

Nell’ambito della gestione del JB MuSA nelle ultime settimane abbiamo adottato un approccio più prudente: progressiva riduzione del peso azionario tradizionale ed aumento delle strategie alternative. Attualmente abbiamo un’esposizione azionaria del 18,2% e del 5,5% in prodotti long-short equity. Abbiamo aumentato l’esposizione ai titoli governativi, con investimenti diretti (Bund e BTP) e strategie flessibili globali, e la liquidità è stata incrementata al 7%. A livello valutario abbiamo leggermente ridotto l’esposizione al dollaro americano (8,5%). Infine abbiamo costruito una posizione corta sul franco svizzero contro euro in area 1,07 per beneficiare del rafforzamento dell’euro e decorrelare il portafoglio. Stiamo monitorando attentamente il VAR in modo da rispettare il budget di rischio e, pur con il recente aumento della volatilità, continuiamo a mantenerci al di sotto del limite del 3% mensile. La scelta di ridurre la rischiosità nelle settimane precedenti ci ha consentito, per il momento, di non dover effettuare vendite forzate. Pensiamo di mantenere questo approccio conservativo fino a quando il mercato non mostrerà segnali di maggiore equilibrio e di rifocalizzazione sui fondamentali che riteniamo ancora favorevoli ad una progressiva crescita a livello globale.