Fondi hedge chiudono il 2014 in territorio positivo

A cura di Stefania Basso

I fondi hedge Asia ex-Giappone hanno sovraperformato i mandati regionali. Commento mensile di Eurekahedge

I fondi hedge hanno chiuso il 2014 in territorio positivo. L’indice Eurekahedge Hedge Fund è salito dello 25% a dicembre mentre l’indice MSCI World ha chiuso il mese in ribasso dello 0,80%. Nel 2014 i fondi hedge hanno realizzato +4,57, scendendo al di sotto dei mercati sottostanti (l’indice MSCI World ha realizzato +6,79% nello stesso periodo). Circa il 18% dei gestori ha realizzato rendimenti a doppia cifra nel 2014 contro il 35% del 2013.

Indici per regione

Il 2014 è stato un anno misto – l’economia americana ha continuato la ripresa e il mercato del lavoro è cresciuto mentre l’Eurozona e il Giappone hanno dovuto fare i conti con una crescita anemica. Anche le economie emergenti hanno registrato un andamento divergente, con i paesi che esportano petrolio, come la Russia, che hanno risentito del calo del valore dei prezzi del petrolio mentre i paesi importatori, come l’India, che stanno beneficiando dell’abbassamento dei prezzi. Anche l’economia cinese è caratterizzata da moderazione, con il tasso di crescita annuo del pil che si aggira intorno al 7%.

I mercati azionari globali hanno scambiato lateralmente e hanno chiuso dicembre in territorio negativo, a causa del rapido calo dei prezzi del petrolio e dei timori sul rallentamento globale. Anche la volatilità è aumentata a fine anno a causa dell’incertezza: l’indice CBOE VIX è salito del 44,04% a 19,2 a dicembre. Malgrado la chiusura al ribasso, il miglioramento dei fondamentali e i dati dei salari non agricoli sono riusciti a supportare le azioni americane nel mese, stimolando la fiducia nella ripresa del paese. I mercati dell’UE invece hanno faticato a fronte di un outlook di crescita pari quasi a zero, di un calo demografico e del riemergere della questione di una possibile uscita della Grecia dall’eurozona. Nel tentativo di fronteggiare i rischi di deflazione attraverso il quantitative easing, la BCE ha chiarito di recente l’intenzione di intraprendere un acquisto di attivi su larga scala incentrato sui titoli di stato all’inizio del 2015. Le politiche divergenti delle banche centrali continuano ad ampliare lo spread tra i rendimenti dei bond Usa ed europei, portando l’euro a deprezzarsi ulteriormente.

A dicembre i fondi hedge di Est Europa e Russia hanno visto il sesto mese consecutivo di perdite. L’indice Eurekahedge Eastern Europe & Russia Hedge Fund è sceso del 3,15% anche se ha sovraperformato il Russian RTS stock index, che è sceso del 18,84%. L’ulteriore calo dei prezzi del petrolio nel mese ha continuato a esercitare una forte pressione sull’economia russa, fortemente dipendente dal petrolio e sul rublo, portando la banca centrale russa ad aumentare drasticamente i tassi overnight al 17% per difendere la propria valuta. Anche i gestori di America Latina hanno perso l’1,61%, risentendo negativamente della forte vendita di commodity e di valuta locale. L’indice MSCI Latin America è sceso del 5,82%. I fondi hedge focalizzati sull’Asia escluso Giappone hanno realizzato i rendimenti migliori pari a +1,04% a dicembre, con i gestori che hanno realizzato buoni guadagni per la loro esposizione alle controparti cinesi. L’indice China CSI 300 è salito del 25,81% nel mese grazie al mercato toro conseguente al taglio dei tassi di interesse dello scorso mese e al miglioramento del mercato immobiliare. Anche i gestori che investono con mandato giapponese hanno realizzato un buon rendimento, pari a +1,00% a dicembre, sovraperformando il Nikkei 225 che ha perso lo 0,05%.

Indici per strategia

Gran parte dei temi macroeconomici salienti di novembre sono rimasti anche a dicembre, come il calo dei prezzi del petrolio e l’impatto delle politiche divergenti delle banche centrali. I gestori CTA/managed futures hanno realizzato il rendimento migliore tra tutti i mandati strategici realizzando +1,41%, con le posizioni brevi sull’energia che hanno dominato ancora una volta la performance, dato che i prezzi del petrolio sono scivolati al ribasso dopo i timori di un calo della domanda globale. Anche le valute hanno contribuito alla performance, dato che dicembre ha esteso il rally del dollaro americano. I fondi arbitraggio, multi-strategia e event-driven sono saliti rispettivamente dello 0,41%, 0,12% e 0,01%. Le strategie distressed debt e fixed income invece sono scese dell’1,92% e 0,68%, dato che le aspettative di un ulteriore allentamento della Banca centrale giapponese e della Banca centrale europea per scongiurare la deflazione hanno generato il calo dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.