Fondi hedge, inizio d’anno positivo

A cura di Stefania Basso

L’indice Eurekahedge Hedge Fund segna +1,43% a gennaio, sovraperformando l’indice MSCI World che ha chiuso il mese in ribasso dello 0,41%

Indici per regione

I mercati azionari globali hanno mostrato un rendimento misto a gennaio dato che lo scenario economico è rimasto debole. Malgrado il quadro economico robusto negli USA, i timori di un rallentamento della crescita a livello internazionale, il rafforzamento del dollaro americano e il calo dei prezzi del greggio hanno iniziato a influenzare i profitti delle aziende e i mercati azionari USA hanno chiuso il mese in territorio negativo. In linea con le attese del mercato la BCE ha annunciato l’intenzione di iniziare il QE a marzo, con un programma di acquisto degli attivi pari a 60 miliardi di euro al mese – innescando un ulteriore rally delle azioni europee. La divergenza in materia di politica monetaria ha visto l’ulteriore indebolimento dell’euro e i rendimenti dei bond sovrani europei sono scesi in territorio negativo. La mossa della banca centrale svizzera di abolire il tasso di cambio minimo di 1,20 franchi per 1 euro ha fatto scendere ulteriormente l’euro nel mese.

A gennaio i fondi hedge di Est Europa e Russia hanno visto il settimo mese consecutivo di perdite, con l’indice Eurekahedge Eastern Europe & Russia Hedge Fund in calo del 2,46%, anche se è riuscito a sovraperformare l’indice russo RTS, che ha perso il 6,75%. L’economia russa e il rublo hanno continuato a faticare nel mese tra le tensioni in Ucraina e l’outlook negativo dei prezzi del petrolio. La banca centrale russa ha corretto il tasso di riferimento del paese al ribasso del 2% portandolo al 15% questo mese nel tentativo di stimolare l’economia dopo l’aumento drastico dei tassi di interesse al 17% a dicembre per difendere la valuta. Anche i gestori dei fondi hedge America Latina sono scesi dell’1,58%, influenzati negativamente dall’ampia vendita delle commodity e dal deflusso dei capitali, con l’indice MSCI Latin America che è sceso del 5,15%. I gestori che investono con un mandato giapponese hanno conseguito perdite pari a +1,18% a gennaio, sottoperformando il Nikkei 225 (+1,28%). I fondi hedge focalizzati in Asia escl. Giappone hanno realizzato invece i migliori rendimenti, pari a +1,47% a gennaio, con i gestori indiani che guidano ancora i rendimenti. L’indice indiano BSE Sensex è rimbalzato del 6,35% nel mese dato che l’outlook economico del paese è stato corretto al rialzo per l’abbassamento dei prezzi del petrolio e il taglio a sorpresa da parte della banca centrale. I gestori europei hanno guadagnato lo 0,99% a gennaio grazie ai solidi mercati sottostanti, con l’indice MSCI Europe che ha realizzato +3,79%.

Indici per strategia

Gennaio ha visto il ritorno della volatilità sul mercato, con le mosse della banca centrale che hanno dominato i mercati: l’indice CBOE VIX è salito da 19,2 a 20,97 punti in un’atmosfera di incertezza. I gestori dei CTA/managed futures hanno realizzato di nuovo il rendimento più elevato tra tutti i mandati strategici a +4,65%, grazie all’aumento delle posizioni corte sul petrolio, al rafforzamento del dollaro americano e all’aumento degli indici del mercato azionario europeo. Anche i fondi macro e multi-strategia hanno performato bene, in rialzo del 2,35% e 1,29% rispettivamente. I gestori macro si sono posizionati bene in vista della manovra di QE della Banca centrale europea, grazie alle posizioni lunghe degli indici europei, corte sull’euro e lunghe sui treasury americani. Tali posizioni si sono rivelate redditizie dopo la conferma di Draghi dell’inizio del programma di QE a partire da marzo. Le strategie distressed debt e event driven invece sono scese per gran parte del mese, perdendo il 2,01% e l’1,66% rispettivamente.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.