Francia, superata la fase di stallo

A cura di Stefania Basso

Migliora l’economia francese grazie al calo dei prezzi del petrolio e al deprezzamento dell’euro. Il commento di HSBC Global Research

Dopo tre anni di crescita del pil vicina allo zero, viene stimato un miglioramento dell’economia francese grazie al calo ulteriore dei prezzi del petrolio e al deprezzamento dell’euro. Inoltre la ripresa della crescita della spesa per i consumi negli Stati Uniti potrebbe far aumentare le esportazioni francesi verso gli USA, che rappresentano il 6% del totale. Tuttavia la ripresa della crescita del pil sarà limitata dalla mancanza di competitività delle aziende francesi e dalla pressione fiscale. Ma gli esperti di HSBC hanno rivisto al rialzo le prospettive di crescita del pil francese rispetto alle ultime previsioni di dicembre in virtù del recente calo dei prezzi del petrolio e di un maggiore deprezzamento del tasso di cambio.

Per il momento l’indebolimento dell’euro e l’abbassamento dei prezzi dell’energia potrebbero non riuscire a stimolare in modo significativo la crescita. La produzione industriale è scesa ancora e l’indice di fiducia delle imprese INSEE si è stabilizzato solo a dicembre. La spesa per i consumi è salita molto lentamente a novembre. Ma le esportazioni potrebbero salire più rapidamente delle attese secondo French Customs. Per questo HSBC ha corretto al rialzo le previsioni di crescita del pil trimestrale dell’ultimo trimestre 2014 dallo 0 allo 0,1%. Nei prossimi trimestri il calo dell’euro e la diminuzione dei prezzi del petrolio registrati a gennaio potrebbero far aumentare la crescita del pil di 0,3 punti (all’1,1%) grazie soprattutto alle esportazioni e alla spesa per i consumi. Anche la spesa pubblica dovrebbe accelerare più rapidamente rispetto alle attese preliminari nel 2015 ma la Francia potrebbe non riuscire ancora a raggiungere l’obiettivo del deficit pubblico.

In generale la crescita della spesa per i consumi potrebbe essere più solida rispetto a quanto previsto precedentemente, pari a +0,4 punti all’1% nel 2015. E’ stata inoltre corretta al rialzo la crescita delle esportazioni di 1,1 punti al 3,3%. Le esportazioni francesi sono molto sensibili al deprezzamento dell’euro a causa della mancanza di competitività non legata ai prezzi. Inoltre la percentuale di beni capitali delle esportazioni francesi è molto più bassa rispetto a quella di Germania o Italia (9% contro il 17% e il 15% rispettivamente). Oltre al miglioramento della situazione economica, il contesto politico sembra meno incerto dato che la popolarità del presidente francese François Hollande è raddoppiata al 40% all’indomani dell’attacco terroristico francese avvenuto tra il 7 e il 9 gennaio, secondo l’agenzia IFOP.

Il calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento dell’euro però non riusciranno a far decollare gli investimenti. Il PMI manifatturiero è sceso a un livello molto basso a dicembre, sotto i 50 punti. Il tasso di utilizzo della capacità nel settore manifatturiero è stato pari a solo il 76,2% a dicembre secondo Banque de France.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.