Demis Todeschini, senior Etf sales specialist per l’Italia di Franklin Templeton, partecipa al Focus Etf.
Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?
«Il 2020 è stato un anno eccellente per gli Etf, con afflussi globali superiori a 750 miliardi di dollari e una crescita superiore al 30% della massa gestita (Aum) globale4. Inoltre, in Europa è stato il terzo anno migliore mai registrato per gli afflussi, con quasi 120 miliardi di dollari5. A nostro avviso sono due i driver fondamentali degli Etf che hanno guidato il 2020 e che vediamo persistere durante l’anno in corso anche nel nostro Paese: Esg e tematici, con gli emergenti che possono giocare un ruolo alla luce della loro resilienza dimostrata nel 2020. Per quanto riguarda il tema Esg, va notato che gran parte dei nuovi flussi in Etf in Italia nel 2020 si è concentrata su queste soluzioni, con ben 7 miliardi di euro a fronte di flussi positivi di 3,2 miliardi degli Etf non Esg. Stessa considerazione è valsa nei primi cinque mesi del 2021, anche se con una magnitudo leggermente inferiore con gli Etf Esg che hanno raccolto 1,9 miliardi di euro, mentre quelli non Esg 2,4 miliardi6. Per quanto riguarda gli Etf tematici, i numeri mostrano un forte apprezzamento da parte degli investitori, soprattutto in Italia, con una raccolta di 5,8 miliardi nell’intero 2020 e di 1,2 miliardi nei primi cinque mesi dell’anno in corso7. Infine merita di essere menzionato il tema dei paesi emergenti, soprattutto asiatici. La crescita economica di Cina, India e Corea rientra in un percorso di sviluppo secolare che gli investitori possono cogliere tramite gli Etf».
Si registra un forte interesse nei confronti degli Etf sostenibili. Quale pensa che sarà l’impatto del regolamento Sfdr?
«Siamo consapevoli che il cambiamento climatico è un fenomeno rilevante e che sarà determinante per il sistema economico del futuro, sia sul fronte azionario, sia obbligazionario, e che gli investimenti in sostenibilità saranno sempre più necessari anche in seguito a iniziative legislative come la Sfdr, il nuovo regolamento sull’informativa per la finanza sostenibile che da marzo 2021 consente agli investitori di confrontare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance (Esg) di diversi prodotti finanziari. Opportunità che offriamo agli investitori tramite i nostri Etf sostenibili (articolo 9 ai sensi dell’Sfdr):
– ll Franklin Liberty Euro Green Bond Ucits Etf, che permette un accesso trasparente, diversificato, a basso costo e gestito attivamente a un paniere di euro green bond. Riteniamo che i green bond nella parte fixed income del portafoglio di un investitore attento alle tematiche di investimento sostenibili possano trovare spazio. In ogni modo è necessario evitare il cosiddetto “fai da te”, comprando singoli bond. Questo presupporrebbe un’analisi “time consuming” sulla capacità reddituale dell’emittente e in generale il suo approccio Esg. Inoltre, in questo contesto di tassi bassi, è necessario essere selettivi e tempestivi nella gestione della duration. Per superare questi limiti, è possibile affidarsi a una soluzione d’investimento trasparente, a basso costo e diversificata come il nostro Etf Euro green bond che può contare sull’esperienza del team di gestione obbligazionario europeo di Franklin Templeton.
– Gli Etf Franklin Stoxx Europe 600 Paris Aligned Climate Ucits Etf e Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate Ucits Etf, che forniscono un’esposizione azionaria core diversificata europea e statunitense, sostenibile e a basso costo, coerente con la transizione verso un’economia a minime emissioni di carbonio, assicurando al tempo stesso che i portafogli siano pienamente allineati agli obiettivi di de-carbonizzazione dell’Accordo di Parigi sul clima. L’ascesa dei cambiamenti climatici nell’agenda normativa dell’Ue ha portato alla creazione di due nuovi parametri climatici dell’Unione Europea, che forniscono regole chiare che garantiscono che gli indici siano comparabili e trasparenti. La filosofia di Paris Aligned Benchmark, cui i nostri Etf sono conformi, è unica e lungimirante, poiché mira non solo a ridurre i rischi dei cambiamenti climatici, ma anche a contribuire alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e a catturare i suoi benefici e opportunità».
Che cosa chiedono agli Etf gli investitori istituzionali per potere aumentare la loro allocazione in questi strumenti?
«Gli investitori istituzionali ormai considerano gli Etf nel novero delle soluzioni a loro disposizione e appaiono pochi i soggetti che non valutano questo veicolo. Il tema dei costi continua a rappresentare un elemento che spinge sempre più i gestori a considerarli in ottica di accesso di mercato, anche a scapito dell’utilizzo di strumenti come i future o di strategie di basket trading in singoli titoli. Ad esempio, il nostro Franklin Ftse Korea Ucits Etf, che presenta un Ter dello 0,09% solamente, viene utilizzato in alternativa ai future sull’indice coreano Kospi, strategia che richiede un’operatività il cui costo di negoziazione può eccedere quella dell’Etf stesso. Su questo aspetto, merita menzionare che recentemente è stato ridotto il Ter del Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate Ucits Etf dallo 0,15% allo 0,07%8. La flessibilità di utilizzo è poi un elemento che rende gli Etf particolarmente interessanti da parte degli investitori istituzionali sulla parte strategica del portafoglio, ma anche in quella tattica, dove, grazie alla liquidità in continua offerta dalla negoziazione di borsa, è possibile costruire o smobilizzare posizioni in un breve lasso di tempo. Un altro aspetto interessante che notiamo è che sono i temi sottostanti gli Etf a trainarne la considerazione degli istituzionali rispetto alle caratteristiche dello strumento stesso: il caso che fa scuola è rappresentato dall’investimento Esg. Per concludere è giusto sottolineare che gli Etf riscontrano un notevole livello di fedeltà tra gli investitori istituzionali, elemento certificato anche dalla ricerca svolta dall’università francese Edhec, che nel suo ultimo survey9 sottolinea che solo il 4% degli investitori istituzionali a livello europeo intende ridurre le sue esposizioni in Etf nei prossimi anni».
Al di fuori dell’azionario, che rimane comunque l’asset class dominante per gli Etf, quali segmenti presentano il potenziale maggiore (obbligazionario, cripto, asset privati, attivi o altro)?
«Durante la pandemia, l’ecosistema Etf ha fornito la resilienza e la robustezza necessarie per l’operatività dei gestori e, quindi, una preziosa valvola di liquidità per molti investitori in tutto il mondo. L’ha dimostrato in particolare l’area obbligazionaria, dove molti hanno fatto leva sulla trasparenza degli Etf per la price-discovery e in alcuni casi hanno costituito le uniche opzioni eseguibili per movimenti intra-day. La mossa della Federal Reserve statunitense a sostegno dei mercati del credito, e quindi per fornire liquidità, è stata un ulteriore sigillo di approvazione per gli Etf, considerando che la banca ha scelto di utilizzarli nel suo piano di acquisti. Siamo convinti che i benefici strutturali messi alla prova con successo l’anno passato, durante il terzo periodo più volatile della storia, siano stati molto favorevoli per gli Etf obbligazionari come valida aggiunta nella costruzione dei portafogli. A questo riguardo una soluzione si sta distinguendo in particolare in questa prima parte del 2021 e si tratta di un Etf attivo, considerando la situazione di eccezionalità che i mercati obbligazionari oggi stanno vivendo, che pone attenzione sulla necessità di un approccio dinamico. In un Etf attivo, il gestore non è legato a un indice e, nei limiti degli obiettivi d’investimento, ha la libertà di gestire la duration e muoversi tra emissioni governative e corporate. Queste considerazioni rappresentano le basi del nostro Franklin Liberty Euro Short Maturity Ucits Etf, sul quale stiamo notando una crescente attenzione: considerando il profilo rischio-rendimento, è interessante che con una duration di 0,35 anni presenta un rendimento a scadenza dello 0,26%, con un rating medio di portafoglio di A-»10.
4 Fonte: Bloomberg al 31/12/2020
5 Fonte: Ibid.
6 Fonte: Borsa Italiana al 31/12/2020 e 31/05/2021
7 Fonte: Ibid.
8 Ter in vigore dal 1° giugno 2021. Si tratta di una
riduzione valida fino a revoca del TER di 0,15%.
9 Fonte: Edhec European Etf, Smart Beta and
Factor Investing Survey, September 2020
10 Fonte: Franklin Templeton al 30/04/2021

