Fuggire dal Brasile, puntare sul Messico

A cura di Rocki Gialanella

I due giganti latinoamericani hanno caratteristiche molto diverse e pertanto rappresentano due mercati emergenti poco correlati sui quali poter investire nelle diverse fasi del ciclo economico internazionale

Il profilo di rischio del Brasile ha subito un progressivo deterioramento nel corso dell’ultimo anno. Il paese condivide questo trend negativo con la Malesia, altro mercato emergente in sensibile peggioramento. Le ragioni? La presenza di significativi squilibri macroeconomici e la dipendenza eccessiva dalle esportazioni di materie prime (in una fase negativa per i paesi con queste caratteristiche a causa del calo delle quotazioni del petrolio e del rafforzamento del biglietto verde).

In un mondo in cui i paesi industrializzati registrano tassi d’interesse prossimi allo zero e molti paesi emergenti sperimentano una riduzione dei rendimenti delle proprie emissioni di titoli di stato, la Banca centrale brasiliana è stata costretta ad alzare il tasso ufficiale fino al 13,75% per tentare di frenare l’ascesa dell’inflazione (che a fine maggio viaggiava intorno all’8,2% su base annua). In quanto al petrolio, le quotazioni non hanno tratto alcun beneficio dall’immobilismo dell’Opec, i cui paesi membri non sono stati capaci di trovare un accordo per ridurre la produzione e spingere al rialzo i prezzi.

La situazione brasiliana potrebbe ulteriormente deteriorarsi a causa dell’avvio – previsto per la seconda metà del 2015, anche se il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto alla Yellen di rinviare il primo ritocco al rialzo- di una fase di politica monetaria restrittiva adottata dalla Federal Reserve statunitense. I timori degli esperti si concentrano sulla possibilità che la fase di rialzo dei tassi Usa si prolunghi anche alla prima parte del 2016 e sul ritmo di rialzo del costo del denaro.

Se le prospettive dell’economia brasiliana si sono deteriorate, tutto il contrario accade in Messico. A supporto del paese guidato dal presidente Enrique Pena Nieto troviamo la presenza di buoni fondamentali macroeconomici e la scarsa dipendenza dalle dinamiche delle materie prime. Il Messico beneficia anche della forza del dollaro Usa perché gli Stati Uniti sono la principale destinazione dei suoi prodotti manifatturieri.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.