GAM, azionario Usa: “Positivi sul settore della difesa”

Gordon Grender, responsabile strategie azionarie nord-americane di GAM, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario americano nel medio periodo

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I principali indici azionari Usa hanno messo a segno nuovi record nelle settimane successive alla conquista della Casa Bianca da parte dei repubblicani.  Come interpretate questa reazione? Il trend è la prosecuzione di quello in corso o i listini stanno scontando le attese per la nuova politica economica annunciata da Trump?

Il mercato azionario americano ha storicamente registrato performance migliori nelle fasi in cui al potere vi erano i democratici. Nonostante ciò, un’amministrazione repubblicana guidata da Trump potrebbe offrire un sostegno ai mercati e per questo immaginiamo un outlook positivo. Ad esempio, conserviamo la nostra fiducia nei confronti del settore della difesa, così come in quello delle infrastrutture e dell’healthcare, tutti settori che prevediamo registreranno buone performance sotto un’amministrazione repubblicana.

Quali sono le vostre aspettative per l’azionario Usa nel medio termine? Quali sono i fattori che potrebbero dare continuità al trend rialzista (flussi di capitali diretti verso gli Usa in scia all’atteso aumento dei tassi e al rafforzamento dell’Usd o altre ragioni)? E quali i rischi in grado di far registrare una battuta d’arresto o un’inversione del trend?

Abbiamo mantenuto una preferenza nei confronti dei titoli delle società a piccola e media capitalizzazione mentre, sul fronte delle large-cap, nutriamo fiducia nei confronti del settore della difesa. L’entusiasmo mediatico tende a concentrarsi sui nuovi programmi di difesa, ma l’implementazione dei progetti già in essere è altrettanto importante dal punto di vista degli investimenti. Il settore delle infrastrutture, dall’altro lato, è un settore più difficile su cui capitalizzare poiché molte delle società leader sono private. Il paese, tuttavia, necessita di un massiccio programma di investimenti e il cambio della leadership politica dovrebbe aiutare a ristabilire la fiducia sul settore e suffragare l’aspettativa di ricavi solidi. In generale non inseriamo tra le nostre preferenze il settore tecnologico: nomi come Apple possono sembrare interessanti su base statistica, ma è difficile che una società di beni di consumo possa dominare il mercato nel lungo periodo. Alcuni produttori di beni alimentari e casalinghi hanno goduto della posizione di leader del mercato a lungo, ma non le società tecnologiche. Allo stesso modo non preferiamo il settore dell’investment banking dal quale avevamo preso le distanze nel 2008, insieme alla maggior parte dei titoli finanziari, prima della crisi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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