GAM:” Banche europee offrono il dividend yield assoluto più alto”

Hans Ulrich Jost, gestore del fondo Julius Baer Multistock – Euroland Value Stock di GAM, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa

GAM_Logo_Blue_RGB
Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

Dal nostro punto di vista è altamente probabile una sovraperformance del mercato azionario europeo rispetto a quello statunitense nel 2017 per le seguenti ragioni: in primo luogo le azioni americane stanno scambiando vicine a un premio record rispetto a quelle europee e si stanno avvicinando alla conclusione di un ciclo economico di sette anni, a differenza del ciclo europeo che è cominciato solo due anni fa. In secondo luogo, abbiamo assistito a deflussi record da fondi azionari ed Etf europei nel corso degli ultimi 18 mesi, perché gli investitori anglosassoni hanno completamente abbandonato il mercato azionario europeo per timori di natura politica. Ed è probabile che ritorneranno in massa in seguito alle elezioni politiche in Francia a inizio maggio; elezioni che, dal nostro punto di vista, non genereranno significative conseguenze. Questo notevole flusso di liquidità dovrebbe guidare una significativa sovraperformance dell’azionario europeo rispetto a quello statunitense nel 2017.

Quali sono i paesi europei  e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

L’incremento delle attese future di inflazione e il conseguente irripidimento della curva dei rendimenti è probabile subisca un’accelerazione nel corso del 2017. E si tratta di un elemento particolarmente vantaggioso per i titoli value in generale e per i finanziari in particolare. Al momento, non solo le banche europee offrono il dividend yield assoluto più alto (circa il 5%), insieme al migliore potenziale di crescita dei dividendi, ma, allo stesso tempo, stanno anche scambiando ai più bassi multipli prezzo/valore contabile (P/B) nonostante i significativi miglioramenti nella capitalizzazione e il massiccio processo di riduzione della leva finanziaria che ha avuto luogo. Nel confronto con altri settori emerge che le banche europee trattano anche al minor multiplo prezzo/utile. L’unico precedente storico in cui il settore scambiava al più basso multiplo prezzo/utile insieme a offrire il più alto dividend yield rispetto a qualsiasi altro settore all’interno dell’Eurozona è stato nel periodo 1998/1999. All’epoca c’erano la crisi asiatica e quella russa seguite dalla bancarotta dell’hedge fund LTCM, che causò nei primi tre mesi un dimezzamento del valore dei titoli bancari e, nel trimestre successivo, un loro raddoppio una volta scampato il pericolo inizialmente percepito. Riteniamo che il recente sell-off delle banche – come quello del 1998 – sia dovuto più a una crisi del sentiment che a una crisi degli utili. All’epoca, così come oggi, le banche europee continuano a mettere a segno una crescita degli utili tra i 10 e i 20 punti percentuali.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement