GAM: “In portafoglio quota più ampia di società legate a energie convenzionali”

All’inchiesta di Fondi&Sicav di questa settimana sui fondi energy risponde Evelyne Pflugi, portfolio manager del Julius Baer Multistock – Energy Fund di GAM

GAM_Logo_Blue_RGB

Credete che il recente accordo tra l’Opec e la Russia sarà sufficiente a garantire un’inversione del trend delle quotazioni del barile nel medio-lungo termine?

Gli accordi politici e le decisioni come quella di cui stiamo parlando possono avere un impatto sul prezzo del petrolio. Tuttavia, non rappresentano una necessità quando si tratta di portare i prezzi del barile al di sopra degli attuali livelli. La produzione dell’Opec si sta già avvicinando al limite più alto. In alcuni cicli precedenti, congelamento significava trattenere la produzione al di sotto della possibilità, ma in questo caso significa mantenerla al massimo. A causa dei sostanziali tagli alla capital expenditure degli scorsi anni e ai tempi molto lunghi di alcuni progetti, la produzione di petrolio nei prossimi 5/10 anni sarà più bassa rispetto alle aspettative. Di pari passo alla continua solidità della domanda, ci aspettiamo un deficit dell’offerta a un certo punto nel corso del 2017. Una qualsiasi decisione per tagliare o congelare il prezzo ritarderebbe solo di qualche mese il timing.

L’IEA (International Energy Agency) ha confermato che il 2015 è stato l’anno delle energie rinnovabili grazie ai minori costi di produzione. Quale peso riveste questo segmento all’interno del vostro portafoglio?

Alla base della gestione del nostro portafoglio, vi è l’idea che, andando avanti, le energie rinnovabili rappresenteranno una quota sempre maggiore dell’offerta di energia. Tuttavia, la crescita della domanda non è l’unico fattore. Le tecnologie più innovative sono legate alla creazione di bolle e crash sui mercati azionari. La transizione verso fonti di energie pulite, come le rinnovabili e il gas naturale, fronteggia anche delle sfide e la valutazione puo’ sfuggire di mano. Dal nostro punto di vista, proviamo a investire in settori e società che possono trarre vantaggio da trend di lungo periodo, ma le bilanciamo con le valutazioni e gli sviluppi nel campo delle energie convenzionali. Ad esempio, in questo momento, le nostre attese di un innalzamento del prezzo del petrolio nei prossimi anni, combinate con le valutazioni vantaggiose di molti titoli legati al settore petrolifero, ci portano a mantenere in portafoglio una quota più ampia di società legate alle energie convenzionali. Nel momento in cui i prezzi azionari rispecchieranno un prezzo del barile più alto, saremo portati a prendere profitto e a rivalutare il posizionamento del portafoglio.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement