a cura di Arianna Cavigioli
Volatilità, inflazione e tensioni geopolitiche spingono sempre più investitori nel comparto dei private asset, ossia gli investimenti alternativi illiquidi.
Fondi&Sicav ha intervistato Umberto Tamburrino, managing partner, Ceo e Cio Europa di Sosteneo Sgr, joint venture strategica di Generali Investments focalizzata su investimenti in equity in progetti infrastrutturali greenfield con focus esclusivo sulla transizione energetica in Europa e Australia/Nuova Zelanda.
Quali dinamiche ha rilevato nell’ambito dei private asset?
«L’attenzione cresce soprattutto sul comparto infrastrutture: nel 2023 la raccolta dei fondi infrastrutturali a livello globale ha superato 1,2 trilioni di dollari. L’Europa sarà capofila nei prossimi anni: si prevede che sopravanzerà l’America nel 2026 con la più alta crescita composta annuale (11,6%). L’intero comparto degli investimenti illiquidi (il private equity, il private debt, il finanziamento delle infrastrutture e il real estate) dovrebbe quasi raddoppiare a livello globale a quota 18,3 trilioni di dollari entro la fine del 2027 rispetto ai 9,3 trilioni di dollari della fine del 2021 (dati Preqin)».
Perché investire in infrastrutture?
«I progetti di transizione energetica cui ci rivolgiamo sono prima di tutto nel campo delle infrastrutture e, di conseguenza, portano con sé i vantaggi e le caratteristiche difensive di questa asset class. In primo luogo, in quanto beni reali che forniscono servizi essenziali, gli asset infrastrutturali offrono una maggiore resilienza attraverso il ciclo. In secondo luogo, trattandosi di attività a lunga durata, spesso si rivelano un’ottima scelta per gli investitori con passività a lunga scadenza, come i fondi pensione e le assicurazioni. Ma la caratteristica probabilmente più interessante è la stabilità dei flussi di cassa, che otteniamo nei nostri progetti attraverso la contrattualizzazione a lungo termine di ricavi e costi per fornire distribuzioni costanti e altamente prevedibili. Inoltre, a differenza degli impianti di generazione da fonti fossili, la risorsa naturale è gratuita e non correlata ai mercati, come il sole per il solare fotovoltaico e il vento per le turbine eoliche».
Quali sono le stime di investimenti nella transizione energetica?
«Bloomberg prevede che la transizione dell’Europa verso un’economia a zero emissioni richiederà oltre 30 mila miliardi di euro di nuovi investimenti nel settore dell’energia e delle tecnologie correlate da qui al 2050. Per avere un’idea, il livello effettivo degli investimenti europei nel 2022 è stato di 209 miliardi di euro. Se l’obiettivo è rimanere sulla buona strada verso l’economia a zero emissioni entro il 2050, dovremmo vedere questo tasso annuale aumentare di almeno tre-quattro volte. L’ampio divario di investimenti rappresenta chiaramente un’opportunità per il capitale privato, ove gestito da un esperto in progetti “greenfield” come Sosteneo, gestore specializzato nella costruzione di nuove infrastrutture essenziali per l’energia pulita. Per essere in linea con gli obiettivi climatici del 2030, l’Europa deve aumentare la propria capacità di generazione di energia rinnovabile di tre volte, raggiungendo 1.500 Gw, mentre l’Asia-Pacifico deve aumentare di quattro volte, raggiungendo 5.500 Gw. Queste due regioni insieme rappresentano circa il 60% della crescita necessaria a livello globale.E si tenga presente che questo dato si riferisce solo alla generazione, ma c’è anche un significativo bisogno di infrastrutture di supporto alla crescita dell’energia rinnovabile, come i sistemi di accumulo a batteria e il potenziamento delle connessioni per integrare efficacemente la nuova generazione rinnovabile nelle reti.
Quali sono i segmenti a più alta crescita nella transizione energetica?
A livello settoriale, i sistemi di accumulo di energia a batteria (Bess) saranno la spina dorsale della transizione energetica. I Bess, attualmente, costituiscono la maggiore allocazione settoriale del nostro fondo e stiamo sfruttando la nostra vasta esperienza maturata negli scorsi anni in Australia, che è un mercato leader a livello mondiale per questa tipologia di sistemi d’accumulo. Vediamo anche opportunità selezionate nel settore della generazione elettrica, soprattutto laddove i singoli progetti possono essere aggregati e ottimizzati per la successiva vendita in fase di uscita: ad esempio, abbiamo aggiunto solare fotovoltaico in Italia e ne abbiamo altri in cantiere».

