Gian Maria Mossa di Banca Generali: il ruggito del Leone

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Trimestrale record, accelerazione nei volumi e nella raccolta, crescita d’organico e una delle migliori società in borsa per generosità in termini di dividendi. Sono queste le credenziali con cui l’amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa, si affaccia al mercato fresco del rinnovo da parte dall’assemblea per guidare la banca private per altri tre anni.

Che i lockdown e l’emergenza dalla pandemia non stessero scalfendo il cammino della società si era visto dai numeri dell’esercizio 2020 che erano stati i migliori nella sua storia. Ma che lo slancio proseguisse ulteriormente con tale intensità anche nei primi mesi del 2021 è stata una sorpresa. In primis per il mercato come dimostra la pioggia di giudizi positivi dagli analisti dopo che la banca ha battuto nel primo trimestre il consenso con i profitti più elevati tra tutte le reti quotate (oltre 135 milioni). 

E, nonostante il rally negli ultimi 12 mesi di circa il 40% (maggio 2021 su maggio 2020) che ne fa la migliore di Piazza Affari nel proprio settore, per gli analisti di Barclays c’è spazio per un’altra corsa di oltre il 20% fino a un prezzo obiettivo di 41 euro, citando la qualità della raccolta, l’efficienza operativa e l’appeal in termini di remunerazione per gli azionisti. Da quando Mossa prese le redini della banca nel 2016, la società ha distribuito dividendi per 800 milioni di euro, una cifra che, confrontata alla capitalizzazione, la colloca al primo posto di Borsa Italiana per ritorni in quel periodo.

Nel solo 2021 il dividend yield promesso e stimato sulla carta è di oltre l’11%, staccando così ancora una volta le varie utility e le altre banche tradizionalmente generose nelle cedole. 

Su queste basi Gian Maria Mossa ha raccontato a Fondi&Sicav non solamente i buoni risultati ottenuti in un anno vissuto pericolosamente da tutti, ma soprattutto come la banca intende muoversi nei mesi che verranno.

Indubbiamente è difficile contestare numeri di questo tipo, soprattutto per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti…

«Aspettiamo il via libera dalla Bce atteso per il prossimo ottobre e ritorneremo ai nostri azionisti quanto promesso nell’esercizio 2020 e per quest’anno, considerando l’impegno che abbiamo preso di restare sopra il 70% di pay-out. Il mercato sta apprezzando il nostro duplice volto, sia di “value” company, ovvero di realtà in grado di remunerare il mercato e garantire flussi e ritorni interessanti, sia come “growth” e quindi un’azienda che riesce a finanziare il proprio sviluppo e a crescere a tassi più elevati del segmento di riferimento». 

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