Giappone avanza, con difficoltà

“L’outlook del paese è moderatamente incoraggiante. Stimiamo una crescita contenuta nel 2017 mentre consumi privati e investimenti mostreranno una crescita positiva ma bassa quest’anno”, affermano gli esperti di Morgan Stanley

La domanda reale è rimasta debole nel 2016. A maggio la produzione industriale ha toccato in media -2,6% rispetto allo stesso periodo del 2015, i consumi delle famiglie sono scesi dello 0,3% e il volume delle esportazioni ha registrato -0,6%. Il mercato del lavoro ha mostrato un rallentamento del calo del tasso di disoccupazione. Anche i miglioramenti dei prezzi sono rallentati: il Cpi core ha toccato il picco a novembre 2015 per poi scendere allo 0,6% annuo a maggio.

L’outlook è moderatamente incoraggiante. Viene stimato un Pil reale piatto nella seconda metà del 2016 e una crescita contenuta nel 2017. I consumi privati e gli investimenti mostreranno una crescita positiva ma bassa quest’anno. Nel 2017 i consumi potrebbero aumentare a differenza degli investimenti e delle esportazioni. I lavori pubblici dovrebbero sollevarsi grazie alla spesa fiscale. Nota positiva i salari: la contrazione della forza lavoro manterrà una pressione al rialzo sulle retribuzioni orarie (in crescita di circa l’1,8% annuo in questo momento).

La politica dei tassi di interesse negativi della BoJ non è ancora riuscita a generare un miglioramento dell’economia o dei prezzi. Tale politica potrebbe aver peggiorato le aspettative sull’inflazione e avviato una stretta creditizia per le piccole aziende. La posizione fiscale sta diventando espansionistica. Il nuovo pacchetto fiscale inizierà ad avere un impatto sull’economia in autunno. Viene stimato un dato pari a 10 trilioni di Yen o più, con 7-8 trilioni di Yen di domanda reale. La spesa extra non dovrebbe far salire l’emissione di bond.

La politica strutturale è rimasta in stallo quest’anno, ma potrebbe riaccelerare in autunno, dopo l’elezione di luglio alla Camera Alta. Tra i temi più importanti in agenda la riforma del lavoro e la politica energetica. Il lento riavvio degli impianti nucleari ha gradualmente spostato l’attenzione alle fonti energetiche a basso tenore di carbonio e a una maggiore attenzione sulla conservazione.

Quali sono i rischi? Numerosi, a livello nazionale e internazionale, perlopiù negativi. Il primo ministro Abe sta incontrando forti opposizioni, in particolare nel campo delle riforme del lavoro e in quello medico. Il rapido progresso della tecnologia, invece, potrebbe favorire alcuni settori, come quello energetico. A livello globale l’andamento verso un sentiment anti-commercio in alcuni paesi potrebbe intaccare la crescita dei mercati mondiali. L’insuccesso dell’accordo del Tpp (Trans-Pacific Partnership), in particolare, potrebbe offuscare le prospettive commerciali del Giappone. La debole crescita nei maggiori mercati, come la Cina e gli Usa, potrebbe invece deprimere il reddito. Anche la Brexit potrebbe influenzare negativamente il Giappone: sebbene l’Europa assorba solo l’11% delle esportazioni giapponesi, i principali partner commerciali asiatici dipendono fortemente dall’Europa.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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