Giappone, da Grecia e rialzo tassi USA pochi impatti negativi su economia

Commento su impatto potenziale derivante da crisi greca, bolla azionario cinese e rialzo tassi USA, a cura di Cédric Le Berre, Multi-management and fund research, Union Bancaire Privée – UBP

Come la gran parte dei mercati azionari, anche quello giapponese in questo momento è in modalità “risk-off”, per via delle problematiche relative alla Grecia e dell’improvviso crollo del mercato azionario cinese. A sua volta, poi, il forte calo dei prezzi del petrolio e del mercato delle materie prime, causato dall’approccio avverso al rischio degli investitori, sta facendo aumentare l’incertezza in merito alle prospettive dell’economia globale. Nel mercato si sta verificando un circolo vizioso e i titoli azionari nipponici non ne sono immuni. Tale situazione è rafforzata, poi, dal fatto che a fine giugno l’azionario giapponese ha toccato un nuovo massimo per quest’anno, con il Topix che il 24 giugno ha toccato quota 1679,89 punti. Le prese di profitto hanno fatto scendere il mercato azionario, per la prima volta in sei mesi.

 In Giappone, il mercato ha reagito negativamente alle dichiarazioni del presidente della Bank of Japan (BoJ), Haruhiko Kuroda, che hanno interrotto il calo dello yen, facendolo risalire. I titoli value e i large-cap hanno sottoperformato: un trend diverso da quello del mese precedente. A livello settoriale, invece, i segmenti difensivi come quello dei beni di prima necessità, dei servizi di telecomunicazione e dell’healthcare hanno sovraperformato.

 Tuttavia, né un’eventuale Grexit né un crollo del mercato azionario cinese avranno un impatto significativamente negativo sui fondamentali delle aziende giapponesi e sull’andamento del Paese a livello macroeconomico. Quindi, una volta che il mercato avrà digerito gli ordini di vendita provenienti dall’avversione al rischio degli investitori, ci aspettiamo una ripresa sana dell’azionario nipponico. Inoltre, la maggiore partecipazione a livello domestico nel mercato azionario, guidata dal fondo pensione del governo giapponese (GPIF), potrebbe dare al mercato una capacità di ripresa migliore, specialmente se comparata con mercati che sono dominati da flussi esteri.

 Nel complesso, è previsto che nell’anno fiscale 2015 la guidance sugli utili delle società giapponesi cresca del 12%. E’ probabile che gli utili, verso fine anno, mancheranno tale stima, poiché il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti renderà lo yen più debole, mentre la domanda interna recupererà attraverso aumenti salariali. Ci concentreremo sul continuo ciclo virtuoso degli investimenti e dei consumi, su come saranno i risultati delle trimestrali di aprile-giugno e sulla valorizzazione dei ritorni per gli azionisti.

 Come detto, anche se prestiamo attenzione a ciò che accade in Grecia nel breve periodo e a come l’aumento dei tassi interesse negli Stati Uniti impatterà sull’economia globale a fine anno, ci aspettiamo che l’impatto negativo sull’economia giapponese sarà limitato. Inoltre, il mercato nipponico presenta molti fattori positivi a livello interno, come il forte impegno della BoJ per sconfiggere la deflazione, la presenza di una buona domanda grazie alla riforma delle linee guida del GPIF, la riforma della corporate governance e l’imminente taglio delle tasse per le aziende. Non riteniamo che il mercato nipponico sia sopravvalutato e ci aspettiamo che la sua attrattività in termini di performance continuerà rispetto a quella degli altri listini dei Paesi sviluppati.