Giappone, decolla la trasformazione digitale

Intervista a Danilo Verdecanna, Director Business Development, EMEA, Asset Management One

asset management one

La Borsa di Tokyo ha toccato il massimo storico degli ultimi trenta anni dopo l’annuncio delle dimissioni del premier giapponese Yoshihide Suga. Come interpretate questa reazione?

Danilo Verdecanna

Le motivazioni sono principalmente due. Il consenso popolare del PM Suga era recentemente sceso al di sotto del 30%. Tale debolezza si sarebbe potuta riflettere sulla composizione del nuovo parlamento (elezioni politiche programmate per fine novembre 2021) che avrebbe espresso la stessa maggioranza ma a supporto di un governo più debole.

La rinuncia di Suga sottende una vittoria più robusta del partito liberal democratico (LDP) e di conseguenza un governo più stabile e di lunga durata. Inoltre i mercati si attendono che il nuovo PM sia ancor più attento alla sviluppo economico del Giappone supportando politiche fiscali più accomodanti.

Quali sono i fattori che hanno supportato il recupero delle quotazioni azionarie nipponiche negli ultimi anni e quali trend individuate per il futuro?

La ripresa del mercato giapponese parte da lontano e ha radice profonde. Shinzo Abe ha governato ininterrottamente il Giappone dal 2012 portando avanti la cosiddetta “Abenomics“, un mix di politiche economiche e fiscali e riforme strutturali supportate da una politica monetaria accomodante.

Tra le altre ricordiamo l’introduzione dello Stewardship code nel 2014 e del corporate governance code nel 2015 che hanno aperto la strada a una maggiore interazione (engagement) tra aziende ed azionisti. Tale rivoluzione culturale è attualmente in corso e le aziende che oggi forniscono una chiara strategia e obiettivi di redditività sono in aumento.

Inoltre, hanno anche raggiunto livelli record di riacquisti di azioni negli ultimi anni. Le aziende giapponesi stanno riacquistando oltre 4 trilioni di yen (40 miliardi di dollari) di azioni ogni anno. E, insieme ai dividendi, il rendimento totale degli azionisti è salito a oltre il 50% negli ultimi anni.

La mossa degli imprenditori giapponesi per migliorare la redditività è evidente anche nel crescente numero di fusioni e acquisizioni da parte delle società giapponesi. Negli ultimi tre anni sono state completate oltre 3.500 transazioni l’anno. Inoltre, la riforma del TOPIX attualmente in corso mira a migliorare l’attrattiva dell’indice insieme alla riclassificazione dei mercati di quotazione.

La modifica proposta sta incentivando 664 società, un quarto dei suoi 2.190 componenti, ad attuare misure per aumentare la capitalizzazione del flottante al fine di rimanere nell’indice. O al contrario con il rischio di esserne completamente escluse entro gennaio 2025.

La trasformazione digitale è un’altra area che è finalmente decollata in Giappone sulla scia della pandemia. Con un governo che finalmente promuove il cambiamento e per molti aspetti costringe le aziende ad adattarsi a una realtà in evoluzione, la trasformazione digitale ha accelerato in modo significativo nel corso degli ultimi diciotto mesi. Aziende come M3, GMO GlobalSign e Nri stanno guidando la trasformazione digitale del Giappone.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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