Giappone e mercati emergenti offrono le prospettive migliori

Tra i Paesi avanzati, il Giappone sarà il principale beneficiario di un’accelerazione dell’economia globale. L’analisi della Strategy Unit di Pictet Asset

Continuiamo a preferire le azioni nipponiche, che presentano valutazioni interessanti e dovrebbero beneficiare dell’estensione del pacchetto di stimoli monetari, che con ogni probabilità darà slancio a crescita e utili aziendali. Anche le prospettive per l’azionario emergente sono incoraggianti. Tra i Paesi avanzati, il Giappone sarà il principale beneficiario di un’accelerazione dell’economia globale. Dato che i livelli di leva operativa delle società nipponiche sono tra i più elevati al mondo – a causa degli elevati costi di produzione e della rigidità del mercato del lavoro – in caso di aumento della domanda globale nel Paese si registra una crescita degli utili aziendali superiore alla media. Inoltre, poiché i nostri indicatori puntano verso un’espansione della crescita a livello mondiale, ci aspettiamo che le società giapponesi riescano a compensare gli effetti negativi del rallentamento cinese e del vigore dello yen, che ha reso meno competitive le esportazioni.

Le revisioni al rialzo delle previsioni di utili da parte degli analisti superano quelle al ribasso: sembra quindi che gli utili aziendali siano prossimi a un punto di svolta. L’azionario giapponese dovrebbe anche essere sostenuto dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato globali, che ci sembra molto probabile. Storicamente c’è una stabile relazione positiva tra i rendimenti dei titoli di Stato e le azioni nipponiche, dato che i primi sono un buon indicatore delle attese di crescita del PIL nominale. L’azionario giapponese tende a sovraperformare le controparti in caso di incremento dei rendimenti delle obbligazioni globali. Anche le società dei Paesi emergenti hanno registrato dei progressi grazie a un contesto macroeconomico favorevole.

Gli stimoli fiscali e monetari del governo di Pechino hanno consentito una stabilizzazione dell’economia cinese e contribuito a sostenere la fiducia degli investitori dopo che la svalutazione a sorpresa della divisa a inizio anno aveva compromesso il sentiment. Dato che da gennaio le azioni emergenti hanno guadagnato circa il 15% e gli stimoli monetari diventano man mano meno efficaci, nei prossimi mesi il rally potrebbe rallentare leggermente. Mentre l’Eurozona sembra aver assorbito lo shock della Brexit, è stato fatto ben poco per risolvere il problema della vulnerabilità delle banche italiane più in difficoltà, che potrebbero dover essere ricapitalizzate. È per questo che siamo riluttanti ad ampliare l’esposizione alla regione nonostante appaia piuttosto conveniente tenuto conto delle prospettive di crescita e degli altri mercati azionari.

Negli USA, le valutazioni elevate – il rapporto prezzo/valore di libro delle azioni locali si attesta a 3, il livello più alto dal picco del 2007 – lasciano presagire che il mercato avrà limitate possibilità di sovraperformare le piazze globali nonostante utili per azione superiori alle attese di consensus. L’elevata dispersione delle valutazioni tra le diverse aree del mercato indica che è possibile generare extrarendimenti tramite l’allocazione settoriale. In un contesto in cui la crescita è inferiore alle aspettative, preferiamo investire nei settori ciclici. In base ai nostri calcoli, il potenziale di rialzo dei titoli ciclici da qui a fine anno è del 5-10% superiore a quello delle emissioni difensive, anche perché i primi presentano valutazioni meno elevate rispetto ai settori non sensibili alla crescita economica. In ambito ciclico puntiamo su settori non direttamente esposti alle commodity, che a nostro parere hanno raggiunto un picco. Investiamo anche in titoli che non presentano ostacoli strutturali evidenti alla crescita.

I titoli tecnologici, che continuano a scambiare a valutazioni ragionevoli, beneficiano di sviluppi positivi sul fronte degli utili; il settore industriale dovrebbe essere sostenuto dalla ripresa degli investimenti tecnici, mentre i beni voluttuari, che hanno accumulato ritardo rispetto alle altre aree cicliche da inizio anno, saranno probabilmente protagonisti di una ripresa. Nonostante i titoli finanziari abbiano valutazioni insolitamente basse e potrebbero mettere a segno un rialzo, eventuali rally avranno una durata breve dati i numerosi problemi strutturali che affliggono il settore, come regolamentazione gravosa e tassi di interesse negativi.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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