Giappone, settori energetici e finanziari generano valore

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sul mercato giapponese con l’intervento di Arnout van Rijn, chief investment officer Asia Pacific di Robeco

 

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Nel terzo trimestre il Pil del Giappone è cresciuto dell’1,4% su base annua, confermando il più lungo periodo di crescita degli ultimi sedici anni. Qual è la vostra view per il 2018?

Il contesto macroeconomico è discreto, mentre la liquidità rimane abbondante. Per ora questo non ha portato a un’inflazione sostenuta, ma il livello di saturazione del mercato del lavoro dovrebbe presto o tardi spingere in alto l’inflazione. Quest’anno l’interesse estero è stato moderato, il mercato è stato guidato dagli investitori locali, inclusa la BoJ. Un eventuale ritorno degli investitori esteri porterebbe un’ulteriore spinta al mercato. Il Giappone è in testa alla regione in termini di crescita e revisioni degli utili e i risultati del primo semestre non hanno deluso. La schiacciante vittoria del primo ministro Abe nelle elezioni per la Camera Bassa ha assicurato continuità alle riforme politiche e conserviamo pertanto un outlook ottimistico per il mercato azionario giapponese.

L’export sta continuando a trainare l’economia nipponica. Credete che i titoli delle aziende il cui business è legato alle esportazioni continueranno a trainare la Borsa di Tokyo anche nei prossimi trimestri? Qual è la vostra asset allocation settoriale sul mercato azionario del Sol levante?

Non particolarmente. Il settore della tecnologia fortemente basato sull’export ha guidato il mercato giapponese quest’anno, seguito dal settore industriale. Pensiamo che continueranno a fare bene, ma non che sarà necessariamente il primo settore del mercato, visto che la proposta di valore è meno interessante rispetto all’inizio dell’anno. La rinnovata attenzione per la corporate governance, i margini e i rendimenti continueranno a essere driver fondamentali del processo di re-rating, non solo nei settori dell’export. I finanziari sensibili ai temi macro sono stati particolarmente deboli vista la cessata speranza degli investitori verso un contesto di reflazione. Cambiamenti anche minimi dei tassi di interesse andranno a beneficio di questi finanziari.

I nostri portafogli regionali sono sovraesposti verso il Giappone e, da investitori value, vediamo moltissime opportunità per selezionare titoli interessanti. Il peso principale in termini assoluti sul mercato giapponese è dato dal settore industriale, dei consumi discrezionali e della tecnologia. Quelli in cui siamo più sovraesposti sono quello energetico, finanziario e tecnologico. Recentemente le azioni tecnologiche sono state in testa al mercato grazie alla rinnovata domanda di semiconduttori generata dal cloud computing, dalle criptovalute, dall’intelligenza artificiale e dalle auto elettriche. I settori energetici e finanziari sono, in particolare, due aree laddove generare valore, in quanto i titoli vengono scambiati a sconto rispetto agli omologhi mondiali.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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