Giganti di Borsa, si accentua l’egemonia Usa

Giganti di Borsa, si accentua l’egemonia Usa. Nessuna società europea tra le prime 15 del mondo per capitalizzazione di mercato

Non sorprende nessuno sapere che la statunitense Apple, con una capitalizzazione superiore ai 600 mld di usd (equivalenti alla spesa Usa destinata al settore ‘difesa’), è l’impresa più grande pianeta. Risulta invece alquanto sorprendente che, per trovare la prima società europea per livello di capitalizzazione, bisogna scorrere la classifica fino al diciannovesimo posto, occupato dall’elvetica Nestlé. Ancora più sorprendente è constatare che la società più grande tra quelle appartenenti all’Unione Europea è AB InBev (che occupa la trentaquattresima posizione).

La storia ci dice che questa situazione è frutto dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni e non si è mai verificata in passato. Solo una decina di anni addietro, nella top ten delle società più grandi trovavano posto tre aziende britanniche: il colosso petrolifero Shell, la banca HSBC e l’altro gigante del greggio British Petroleum. In quel periodo, la classifica generale era guidata dalla petrolifera Usa Exxon Mobil (che attualmente è scivolata fino alla settima posizione).

L’ultimo aggiornamento della classifica mostra come le prime undici posizioni sono occupate da società a stelle e strisce. Tra le più note agli investitori internazionali troviamo: Apple, Alphabet, Amazon, Facebook, Microsoft e JP Morgan. Una delle ragioni alla base di questo schiacciante dominio Usa risiede nella capacità del paese di calamitare costantemente flussi d’investimento dall’estero. Questo trend giustifica anche la capacità dei listini Usa di influenzare le Borse degli altri paesi. Da qui il detto: quando Wall Street ha la tosse, tutte le Borse mondiali vengono contagiate.

Il distacco tra la capitalizzazione delle aziende Usa e quelle europee è legato anche al tasso di rivalutazione registrato dalla Borsa Usa rispetto a quelle del Vecchio Continente. Nell’ultimo decennio, l’indice Standard and Poor’s 500 ha guadagnato più dell’80% rispetto al 13% dello Stoxx 600. Tra le cento imprese più grandi del pianeta, ben 62 hanno passaporto statunitense e soltanto 22 passaporto europeo.

Un’altra delle potenze che sta accelerando molto in termini di capitalizzazione di mercato delle proprie aziende è la Cina. Quattro società cinesi sono tra le prime venti: la tecnologica Tencent (230 mld di euro), il gigante delle vendite online Alibaba (228,3 mld, quotata anche negli Stati Uniti), la telecom company China Mobile (218,2 mld di euro) e l’istituto di credito ICBC (216 mld di euro).

La classifica non è altro che il riflesso dei mutati rapporti di forza nel panorama internazionale. Uno studio curato dal team di Credit Suisse ha recentemente analizzato i cambiamenti intervenuti nel lungo termine nel mercato azionario. Nel lontano 1899, le imprese britanniche assorbivano il 25% del totale, gli Stati Uniti il 15%, la Germania il 13%, la Francia l’11,5% e la Russia il 6,1%.

Attualmente, secondo i dati raccolti ed elaborati da Bloomberg, gli Usa rappresentano il 37,3% della capitalizzazione di Borsa a livello mondiale. Al secondo posto c’è la Cina con un peso del 9,6%. Giappone, Hong Kong e il Regno Unito hanno rispettivamente pesi del 7,6%, 6,1% e 4,6%.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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