Giornata di banchieri centrali

Da calendario si attende il dato sull’inflazione alle ore 11 e lo speech di Mario Draghi previsto per questo pomeriggio alle 15. Fxcm

Le banche centrali hanno fin da sempre determinato i movimenti dei prezzi dei mercati finanziari in quanto custodi della leva più importante, quella cioè dei tassi di interesse. Non vi è dubbio però che con l’inizio e l’acuirsi della crisi finanziaria del 2008, con gli effetti e le conseguenze di portata storica che si sono prodotti, il loro ruolo abbia trasceso quelle che erano le azioni ad esse comunemente attribuite per sfociare nella “non-convenzionalità” delle manovre che oramai le contraddistingue. Un esempio su tutti naturalmente: i Quantitative Easing. Va perciò da sé che i prezzi in questi anni abbiano seguite dinamiche molto distanti dai fondamentali, rincorrendo l’evolversi di una situazione a tassi zero ma soprattutto di inondazione di liquidità nel sistema. A tal proposito l’esempio più macroscopico è senza dubbio quello degli Stati Uniti, ai quali si sono accodati Bank of Japan e Bank of England su tutti, seguite poi dalla Banca Centrale Europea.

Questi ultimi attori recitano naturalmente un ruolo fondamentale anche nella disclosure delle loro azioni, la quale si estrinseca in dichiarazioni ufficiali e meno attraverso un wording che in gergo si definisce dovish e hawkish a seconda dei casi. In tal senso oggi è una giornata significativa in quanto saranno proprio i banchieri centrali, fuori dai classici e programmati appuntamenti successivi ai meeting di politica monetaria, ancora una volta al centro della scena. Già Kuroda, Governatore della BoJ, questa notte ha reiterato che il calo del prezzo delle materie prime energetiche produrrà un effetto positivo legato al rilancio dei consumi e quindi della domanda interna, non nascondendosi dietro al fatto che i tassi di interesse potranno risalire in futuro a fronte della credibilità dell’azione fiscale del governo. Ricordiamo che non più tardi di due settimane fa le dichiarazioni erano state direzionate nel senso di escludere nuove misure di liquidità portando allora a potenti rafforzamenti dello yen che naturalmente non sono stati “definitivi””; yen che dunque resta ancora relativamente debole, come da correlazione con un Nikkei che ha superato quota 18.600 punti e più in generale un azionario che traina al rialzo senza apparente soluzione di continuità.

Rammentiamo infatti, che pur con beneficio di inventario, l’unica correlazione che si dimostra stabile e robusta alla prova del tempo è fino ad ora quella positiva tra il cambio UsdJpy e Nikkei e più in generale i principali listini azionari globali. Qui entra in gioco l’altro player di rilevo e gioè la Federal Reserve che vedrà oggi il Governatore Yellen rilasciare la “Semiannual Monetary Policy Testimony” davanti al Congresso. Le ultime Minute della Fed hanno mostrato come la linea che di gran lunga prevale è quella che propende per un mantenimento degli attuali tassi di interesse ancora per alcuni mesi in attesa di segnali significativi soprattutto sul fronte inflattivo. E’ verosimile perciò che continuerà a preservare la “flessibilità” dell’azione di politica monetaria andando perciò a prospettare un rialzo per il quale è però necessaria essere “patient”; è ragionevole perciò non attendersi alcun tipo di novità sostanziale ma va detto che la volatilità di breve potrà nuovamente premiare acquisti di dollaro, intrappolato da giorni in una fase congestiva che proprio nella giornata di oggi potrebbe essere interrotta a favore dunque della violazione dei maggiori livelli tecnici. Assumendo il nostro benchmark, il Dollar Index di FXCM, notiamo infatti come il box di congestione che contiene il prezzo evidenzia chiaramente la resistenza a 11.815 punti ed il supporto in area 11.755 punti. Queste dunque le due zone chiave che potranno essere determinanti nel guidare le logiche del mercato valutario che continuano, già dalla settimana scorsa, ad essere piuttosto decorrelate. Sul fronte euro si attendono infatti sviluppi per quanto riguarda la presentazione da parte della Grecia di un programma di riforme tale da consentire il prolungamento dei prestiti della Troika per i prossimi 4 mesi, mentre da calendario si attenderà il dato sull’inflazione alle ore 11 e lo speech di Mario Draghi previsto per questo pomeriggio alle 15, Draghi il quale potrebbe evidentemente fare chiari cenni alla situazione greca e proprio al dato sull’Inflazione. Anche in tal caso raccomandiamo attenzione alla volatilità di breve, tanto più in una situazione tecnica dell’Eurodollaro che continua ad essere tutt’altro che chiara se si escludono le buone conferme sul fronte del trend primario ribassista. A tal proposito passiamo ai livelli tecnici.