Gli EM temono il ritorno di Re Dollaro

A cura di Rocki Gialanella

Molti paesi emergenti hanno accumulato un elevato debito denominato in Usd ed ora cominciano a patire il rafforzamento della divisa Usa

A partire dal 2007 l’indebitamento in divisa statunitense da parte di Stati ed imprese dei paesi emergenti è cresciuto senza sosta. A favorire l’accelerazione ci ha pensato la politica monetaria ultra-espansiva della Federal Reserve che, pilotando i tassi Usa in prossimità dello zero, ha consentito a un numero crescente di entità di finanziarsi a costi sempre meno onerosi.

Per gli emittenti il vantaggio è stato doppio: in parte legato alla possibilità di lanciare obbligazioni provviste di cedole non eccessivamente onerose”; per altro verso, il vantaggio di emetterle in una divisa forte che per molti anni si è continuamente deprezzata o mantenuta su livelli molto bassi nel cross con le rispettive divise nazionali.

Negli ultimi mesi lo scenario ha subito un brusco cambiamento. L’accelerazione dell’economia statunitense e la possibile inversione di tendenza della politica monetaria della Fed, stanno spingendo al rialzo il dollaro. Per i paesi emergenti, il rafforzamento del biglietto verde e l’indebolimento delle valute locali si traduce nella necessità di produrre uno sforzo aggiuntivo per ripagare i debiti. Un deprezzamento medio del 31% accusato dalle divise dei paesi emergenti rispetto all’Usd si traduce automaticamente, salvo copertura dal rischio di cambio, in un incremento della stessa proporzione dell’importo reale dei prestiti o bond emessi in biglietti verdi.

E’ vero che, in ambito corporate, molte di queste posizioni potrebbero essere coperte dal rischio di cambio. Tuttavia, non è meno certo che la percentuale di indebitamento denominato in biglietti verdi rispetto al debito totale in molti di questi paesi si trovi su livelli lontani da quelli che hanno generato le crisi vissute negli anni Novanta.

Attualmente, pochi paesi devono fare i conti con scadenze importanti di titoli nel breve termine, anche se i livelli di indebitamento mostrano livelli superiori alle riserve detenute dalle rispettive banche centrali. La recente storia di Brasile e Turchia dimostra la gravità della situazione in alcuni EM e ci ricorda che improvvise svolte negative possono nascondersi dietro l’angolo.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.