Gli investitori prudenti si spostano gradualmente verso asset rischiosi

Anche in marzo i principali mercati azionari hanno registrato un risultato positivo allungando una serie che dura ormai da parecchi mesi. Elevata esposizione azionaria e incremento della quota destinata all’Usd. L’asset allocation mensile di Ambrosetti AM.

Studiando i risultati del primo trimestre evidenziamo tuttavia una significativa selettività tra le differenti borse. L’Area Euro gioca il ruolo forte (+17.7% nel trimestre) beneficiando del clima positive supportato dalle politiche espansive della Bce. Il dettaglio dell’Eurozona mostra una ottima performance dei mercati più virtuosi, in primis la Germania (+22.33%) affiancata dalla cenerentola Italia (+22.07%). Bene anche il Giappone (+9.63% nel trimestre) mentre gli Stati Uniti rallentano un po’ la loro crescita faticando ad inanellare nuovi massimi storici (+1.08% nel trimestre). Contenute le crescite anche sulle borse emergenti (1.32%) per quali vale ancora di più il discorso selettività. Bene, ma molto volatile, la Russia (+15.91%) ed i mercati asiatici con Korea, Hong Kong e Jakarta attorno al +5%. Sul fronte settoriale bene Healthcare e Consumer Discretionary con Energy ed Utilities in difficoltà.

Per quanto la sovraperformance delle borse Euro sia un dato di fatto, è comunque importante sottolineare come tale extra rendimento venga ridimensionato, in buona parte, passando dalla performance in valuta locale a quella calcolata nella stessa divisa (in Euro ad esempio: Eurostoxx50 +17.7%, S&P500 +12.3%) In pratica un contributo non trascurabile al movimento relativo delle Borse è derivato dalle variazioni valutarie conseguenti al QE della Bce come in precedenza già in parte verificatosi, con i relativi allentamenti monetari, sia negli Stati Uniti che poi in Giappone. La partenza del QE Euro avviene in concomitanza con un atteggiamento attendista a livello di politica monetaria negli Stati Uniti chiamati ora a valutare eventuali interventi sui tassi non più esclusivamente guardando al Pil ed al mercato del lavoro interno ma dovendo confrontarsi con quanto mostrato dai paesi Euro negli ultimi mesi.

Quindi cosa stiamo leggendo nel mercato in questi primi mesi?
– che i tassi artificiosamente bassi stanno spingendo anche gli investitori più prudenti verso allocazioni a maggior contenuto azionario
– che gli investitori vedono nuovi potenziali per l’area Euro ed i mercati periferici della stessa con una preferenza verso i temi più sottovalutati e di conseguenza con più chance di recupero rispetto alle economie più mature e stabili
– che ad oggi la salita è caratterizzata da una buona selettività e quindi non sembrano sussistere particolari rischi di eccesso.
Chiudono il quadro le obbligazioni caratterizzate nel trimestre da tassi al ribasso sia in Usa che in Euro, in particolare sulla parte lunga della curva. Risultati dunque complessivamente positivi seppure fortemente influenzati anch’essi dall’impatto valutario favorevole alle allocazioni extra euro.

Per il mese di aprile viene confermata una elevata esposizione azionaria complessiva. A livello di allocazione prevale il ruolo degli investimenti sulle principali macro-aree rispetto alla selezione settoriale con interventi mirati ad aumentare l’esposizione valutaria in Dollari. Si segnala una importante selettività con inserimento di investimenti specifici su azionario Italia, Spagna ed Inghilterra. Sulla componente obbligazionaria al momento solo parziali aggiustamenti con una logica di controllo del rischio e significativa diversificazione.