Gli sforzi di Biden per “guarire” l’America avranno risvolti positivi

Intervista a Paul Wick, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Technology di Columbia Threadneedle Investments

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A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

Con il progressivo ritorno alla normalità, la presidenza di Joe Biden produrrà probabilmente più risultati positivi per tutti non solo grazie all’imminente arrivo di un vaccino, ma anche sul fronte geopolitico.

Gli sforzi di Biden per “guarire l’America” dovrebbero avere ricadute positive anche sul resto del mondo e sulle relazioni tra Stati Uniti e Cina.

È prevista una distensione anche tra Cina e Australia. Ma alcuni danni permarranno. La prospettiva di una ripresa post-Covid dovrebbe tradursi in ottime performance delle economie di tutto il mondo, con la crescita dell’Asia nuovamente ancorata alla Cina, dove si prevede un’espansione del PIL reale di circa l’8%.

In questo contesto, il 2021 dovrebbe essere un altro anno favorevole per le azioni, con performance settoriali probabilmente meno polarizzate. I settori non tecnologici dovrebbero registrare una netta ripresa.

Ma anche le azioni delle società tecnologiche dovrebbero conseguire buoni risultati: temi come il 5G, l’intelligenza artificiale, i big data, i veicoli elettrici, il cloud computing, l’e-commerce e il video live-streaming dovrebbero godere ancora di un notevole slancio.

Paul Wick

La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?

Lo scenario macro è cambiato radicalmente a novembre, quando gli annunci positivi degli studi clinici in fase avanzata dei vaccini per il Covid-19 dei produttori di farmaci Pfizer, Moderna e AstraZeneca hanno evidenziato che una cura per il virus era vicina.

Pur essendo chiaramente positivo da un punto di vista globale, la fine definitiva della pandemia potrebbe avere effetti contrastanti sul settore tecnologico.

Siamo anche consapevoli dell’atteggiamento più vigile che diversi governi sembrano adottare nei confronti delle aziende tecnologiche, sotto forma di misure come le azioni antitrust. Ciononostante, molte tendenze positive fondamentali restano intatte. E alcune hanno addirittura ricevuto un impulso dalla pandemia, come il continuo aumento del commercio online.

Una volta che il vaccino sarà disponibile e l’economia in generale inizierà il suo eventuale ritorno alla normalità, ci si potrebbe aspettare un cambiamento epocale nel modo in cui il mercato valuta le quote di “momentum nel settore tech”.

In parole povere, ci dovrebbero essere molte più storie di crescita per entusiasmare gli investitori, e il relativo momentum è destinato a migliorare notevolmente per altri segmenti di mercato.

Inoltre, vediamo una buona probabilità che anche le azioni “value” tech si rivalutino.

C’è anche un’alta probabilità di una ripresa dei buybakcs di azioni e delle attività di M&A in tutto il mercato.

Ci aspettiamo anche che i nostri titoli di società produttrici di semiconduttori, più sensibili agli andamenti di mercato, facciano meglio in una ripresa economica globale post-pandemica.

Inoltre, un miglioramento dell’attività economica mondiale innescato dalla fine della pandemia potrebbe dare un impulso all’inflazione, ai prezzi del petrolio e di altre materie prime, esercitando a sua volta una pressione al rialzo dei tassi di interesse.

Tassi più elevati avrebbero inevitabilmente un effetto negativo sulle azioni long e sulle azioni che si possono definire con un detto inglese: “la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno”.

Notiamo inoltre che gli investimenti value hanno superato la crescita per il terzo mese consecutivo di novembre. Anche se lo scarto tra i due rimane significativo dopo diversi anni di sovraperformance, questo potrebbe rappresentare una tendenza al re-rating che andrebbe a beneficio dello stile di valutazione del portafoglio.

Dato che lo spread rimane ampio, il trend potrebbe avere una certa marcia in più.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.