Goldman Sachs Asset Management: «Di fronte a una svolta»

Stiamo attraversando un periodo di grandi cambiamenti, probabilmente più rivoluzionari di quanto si riesca a comprendere pienamente. Si è di fronte a mutamenti che hanno ricadute importanti, anche nelle scelte di investimento. Fondi&Sicav ne discute con Loredana La Pace, country head Italy di Goldman Sachs Asset Management.

Come cambierà il mondo del lavoro sull’onda di sviluppo tecnologico digitale?

«Lo sviluppo tecnologico avanza a ritmi sempre più rapidi, anche se siamo ancora agli albori. Oggi si è di fronte a un punto di svolta grazie alla forte spinta verso una maggiore digitalizzazione e connettività, due fattori divenuti ancora più rilevanti nel contesto che stiamo vivendo da un anno e mezzo, che è stato un forte catalizzatore del processo di sviluppo tecnologico. Da questo punto di vista, il mondo del lavoro rappresenta uno dei settori maggiormente influenzati dalla diffusione delle nuove tecnologie e sta attraversando una fase di profondo mutamento. L’utilizzo del cloud computing, per mezzo di software che permettono la digitalizzazione delle attività, consente di aumentare produttività ed efficienza in molti ambiti. Le innovazioni nel settore delle comunicazioni, insieme alla diffusione di piattaforme che permettono il lavoro da remoto, stanno rivoluzionando il modo di interagire nella sfera lavorativa e non solo».

Come si identificano i nuovi leader tecnologici del domani?

«In Goldman Sachs Asset Management facciamo un distinguo tra tematiche contingenti e quelle di lungo corso. Si tratta di un approccio che, come investitori di lungo periodo, applichiamo a tutta la nostra ricerca e alle scelte di investimento. Così facendo, individuiamo i temi che possono avere impatti dirompenti e trasversali in tutti i settori dell’economia: l’innovazione tecnologica è uno dei trend di lungo termine che abbiamo identificato. Sta creando vincitori e vinti e funge anche da acceleratore della crescita per quelle società che sono capaci di adattarsi e di sfruttare a proprio vantaggio il potenziale offerto dalle nuove tecnologie. Con l’obiettivo di individuare le aziende “tech leader” del futuro, all’interno di Goldman Sachs Asset Management abbiamo creato una soluzione di investimento azionaria e globale, il Goldman Sachs Global Future Technology Leaders Equity Portfolio. Il fondo mira a identificare, andando oltre i noti titoli “Faang” (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google), le nuove società tecnologiche, realtà emergenti che, sebbene siano oggi relativamente piccole in termini di dimensioni, riteniamo che possano fare leva sulle loro competenze per una crescita prospetticamente importante. I settori che, in questo contesto, pensiamo riescano a offrire alcune delle migliori possibilità di investimento sono: l’e-commerce, il digitale, l’intelligenza artificiale, l’intrattenimento online, il fintech e il cloud computing. Ricerchiamo queste realtà a livello globale, perché pensiamo che ci siano molte opportunità da cogliere».

Quindi uno sguardo che va oltre gli Stati Uniti, patria della tecnologia più avanzata?

«Sì, e si allarga ai paesi emergenti e all’Europa. Si parla molto di “Millennial” come nativi digitali, ma a volte ci si scorda che, da un punto di vista demografico, la gran parte di questa popolazione vive nelle aree emergenti ed è anche il motore trainante di innovazione tecnologica.  Aspetto, quest’ultimo, che dovrebbe conoscere, insieme alle infrastrutture, un’accelerazione anche in Europa grazie a strumenti come Next Generation Eu e il nuovo programma Europa digitale, che prevede una dotazione finanziaria di oltre 7,5 miliardi di euro destinati a promuovere la diffusione di tecnologie all’avanguardia e ad accelerare la trasformazione digitale delle società e delle economie dell’Ue1. Guardando al  Vecchio Continente, ci sono alcune aree che riteniamo interessanti sotto il profilo dell’innovazione e alle quali siamo esposti tramite il nostro Goldman Sachs Global Future Technology Leaders Equity Portfolio, come l’ecosistema dei pagamenti e i semiconduttori».

Si parla di rivoluzione nel campo della sostenibilità. Che cosa significa secondo lei?

«Per noi parlare di sostenibilità significa discutere di una materia che coinvolge tutti i nostri temi d’investimento. Negli ultimi anni l’interesse nei confronti dell’argomento è andato crescendo grazie all’impegno dei singoli paesi (due terzi si sono impegnati ad azzerare le emissioni) e di accordi quali il Green Deal europeo e la Conferenza di Parigi. Questo fenomeno non coinvolge solo i governi e le aziende, ma anche i singoli consumatori, più consapevoli della propria impronta ecologica. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, con un effetto paragonabile a quella industriale, ma con una velocità che è pari a quella tecnologica. Siamo convinti che la sostenibilità ambientale rappresenti un trend strutturale di lungo periodo che non si può trascurare, se si vuole creare valore per l’economia e per la società nel suo complesso. All’interno di Goldman Sachs Asset Management abbiamo identificato cinque aree che guidano il cambiamento verso una maggiore sostenibilità ambientale. Esse sono i pilastri di investimento della strategia del Goldman Sachs Global Enviromental Impact Equity Portfolio e sono: energia pulita (le rinnovabili pesano per circa un terzo della produzione globale di energia elettrica e nel 2021 conosceranno investimenti superiori a quelli del petrolio e del gas); efficienza delle risorse (maggiore diffusione dei veicoli elettrici e delle smart city); consumo sostenibile (ogni anno si spreca il 33% del cibo prodotto per il consumo umano2, eppure a livello globale 800 milioni di persone, ovvero una su nove, soffrono di malnutrizione3); economia circolare (gestione dei rifiuti e processi di riciclo); sostenibilità idrica (circa 844 milioni di persone non hanno ancora accesso a fonti idriche sicure4)».

Ritornando a parlare di tecnologia, l’incontro tra digitalizzazione e sanità è foriero di grande innovazione. Che cosa ne pensa?

«Indubbiamente è così e, a questo proposito, ci terrei a presentare una nostra soluzione di investimento, il Goldman Sachs Global Future Healthcare Equity Portfolio, che investe in aziende che stanno ridefinendo il settore dell’assistenza sanitaria, che è in rapida evoluzione ed è caratterizzato da cambiamenti dirompenti innescati dall’innovazione tecnologica. Se si considera il tema digitalizzazione e sanità, sono quattro le aree in cui vediamo sviluppi interessanti e promettenti: la genomica (la branca della biologia molecolare che ci permette di sequenziare il genoma umano); la medicina di precisione (strettamente collegata alla tecnologia genomica per sviluppare cure personalizzate); le procedure mediche assistite dalla tecnologia (l’utilizzo della robotica negli interventi chirurgici); l’assistenza sanitaria digitale (l’impiego della tecnologia e della digitalizzazione per migliorare la connettività tra medici e pazienti, permettendo diagnosi più accurate)».

Prima lei parlava di consumatori consapevoli della propria impronta ecologica. Ci sono chiare evidenze dei cambiamenti delle abitudini che i Millennial stanno portando nel mondo dei consumi?

«Sono anni che i Millennial hanno un’influenza significativa sulle dinamiche di consumo globale e spingono le aziende a cambiare i loro modelli di business. Quando parliamo delle loro inclinazioni, ci riferiamo anche alle loro abitudini, interessi e priorità che si distinguono da quelle delle generazioni precedenti. I tratti distintivi dei Millennial sono la tecnologia e lo stile di vita. L’hi-tech è parte integrante della loro quotidianità, in quanto nativi digitali, e l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’internet delle cose sono fattori di un processo di innovazione che è stato da loro innescato ed è destinato a crescere in misura esponenziale. Se si guarda allo stile di vita, i Millennial prediligono le esperienze e i servizi ai beni materiali, sono più sensibili ai temi ambientali e di sostenibilità, privilegiano canali di interazione digitale, come social network e online streaming. Sono inoltre più attenti al benessere fisico e disposti a spendere di più per avere accesso a servizi di qualità più elevata. Non è un caso che circa il 40% del fatturato globale del segmento lusso sia prodotto da questa generazione5. Questi due aspetti, tecnologia e stile di vita, sono al centro della filosofia di investimento del Goldman Sachs Global Millennials Equity Portfolio, focalizzato su temi legati alle abitudini di spesa e di consumo dei Millennial, che beneficiano di una rinnovata attenzione da parte dei consumatori di tutto il mondo e afferiscono ad ambiti quali, ad esempio, l’e-commerce, la connettività globale, la sostenibilità, i social media, l’online streaming e l’innovazione in campo medico scientifico».

2 Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione
  e l’agricoltura

3  Fonte: Statistiche mondiali sulla fame

4  Fonte:  Water.org
5  Fonte: Bain and Company, BCG, 2017

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