Gran Bretagna: fiducia dei consumatori cala a -49 pts.

Apertura negativa per le borse europee. In mattinata siamo in attesa dei dati sull’indice PMI manifatturiero e PMI composito dei servizi dell’Eurozona. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

L’agenda macro di oggi, venerdì 23 settembre, si presenta particolarmente
interessante. In mattinata siamo in attesa dei dati sull’indice PMI manifatturiero
e PMI composito dei servizi dell’Eurozona. Nel primo pomeriggio saranno invece
disponibili i dati sul PMI manifatturiero e PMI composito dei servizi degli Usa.

Sul fronte europeo, secondo il sondaggio pubblicato da GfK (la società di ricerca
con base a Norimberga), in settembre l’indice della fiducia dei consumatori
della Gran Bretagna è calato a -49 pts da -44 pts di agosto, contro attese degli
economisti per una parziale recupero a -42 pts. L’indice si consolida sui minimi
storici, ovvero da quando nel 1974 si era iniziato a elaborarlo, e resta in negativo
per il settantottesimo mese consecutivo: l’ultima lettura in positivo considerando
anche quelle invariate di febbraio e marzo 2016 risaliva al gennaio di quell’anno,
cinque mesi prima del referendum sulla Brexit. In Olanda, secondo quanto
comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (l’Ufficio nazionale di statistica
dell’Aia), il Pil è salito del 5,1% annuo nel secondo trimestre 2022, in
rallentamento rispetto al 6,7% precedente e sotto al 5,3% della prima lettura
preliminare diffusa in agosto. Si tratta comunque della quinta espansione
consecutiva dopo cinque trimestri di contrazione per l’economia dei Paesi Bassi.

Su base trimestrale il Pil è cresciuto del 2,6% contro il rialzo dello 0,5% dei primi
tre mesi dell’anno, in linea con il dato flash.

Sul fronte asiatico, Secondo quanto comunicato dal Census and Statistics
Department di Hong Kong, in agosto l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto
nell’ex colonia britannica in Cina dell’1,9% annuo, come in luglio (1,8% in
giugno), nel ventesimo mese consecutivo d’inflazione dopo una striscia negativa
durata un intero semestre (in precedenza il dato era sempre stato in positivo dal
marzo 2017). La lettura è però inferiore al 2,0% del consensus.

Sul fronte oceaniano, l’indice Pmi S&P Global dei servizi dell’Australia è salito
su base preliminare in settembre a 50,4 pts dai 50,2 pts della lettura finale di
agosto (50,9 pts in luglio), confermandosi per l’ottavo mese consecutivo sopra la
soglia di 50 pts che separa espansione da contrazione. Il Pmi Composite è invece
cresciuto nel mese in chiusura a 50,8 pts dai 50,2 pts precedenti.

Il cross euro/dollaro vale 0,9790 in calo di 0,47%, mentre il cambio euro/yen si
attesta su 139,26 in calo dello 0,50% e il cambio usd/jpy scambia a 142,20 in
rialzo di 0,05%.

Derivati sul greggio in ribasso. Il futures sul Brent perde lo 0,70% a USD 89,83
il barile, mentre WTI Usa scende dell’1,07% a USD 82,60.

Stamane il Bund future ha aperto a 140,61 il Btp future a 115,90. Lo spread
Btp/Bund riparte da 219 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
4,122%.

Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde più di
mezzo punto percentuale. Negativi i titoli bancari. In ribasso anche Saipem,
Moncler, Stellantis, Tenaris e Iveco. In rialzo invece Amplifon, Telecom,
Diasorin, Italgas e Campari.

Azionariato asiatico negativo stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
che rimane chiuso, Hong Kong scende dell’1,06%, Shanghai dello 0,66%,
Seoul dell’1,81%, e Sidney dell’1,87%. Mentre Tokyo rimane chiusa per la
festività dell’Equinozio autunnale, il clima ribassista continua a essere guidato
dai timori di una recessione globale, dopo che mercoledì la Federal Reserve
(Fed) ha aumentato i tassi d’interesse Usa di 75 bps per la terza volta
consecutiva. Mossa che è stata imitata a stretto giro dalla Bank of England
(BoE) e dall’elvetica Schweizerische Nationalbank (Snb) e, per quanto riguarda
l’Asia, dagli istituti centrali di Turchia, Filippine, Indonesia, Hong Kong. Unica
voce fuori dal coro rimane la Bank of Japan (BoJ), che ha lasciato per l’ennesima
volta i tassi d’interesse sullo 0,10% in negativo (livello su cui si trovano dal
gennaio 2016). Timori di una recessione che, ancora per gli effetti della
pandemia di coronavirus, sono rafforzati anche dal rallentamento di Pechino…

La Borsa di New York ha chiuso la seduta (la terza di fila) in ribasso. Il Dow
Jones ha perso lo 0,32 %, l’S&P 500 lo 0,77%, mentre il Nasdaq Composite
l’1,17%. Tra i titoli in evidenza Lennar +2,02%. Il gruppo delle costruzioni ha
comunicato risultati per il terzo trimestre dell’esercizio 2022 segnati da profitti
netti in crescita da USD 1,41 mld, pari a USD 4,52 per azione, a USD 1,47 mld,
e USD 5,03. Su base rettificata l’eps si è attestato a USD 5,18, ampiamente
sopra ai USD 4,91 del consensus. Nei tre mesi allo scorso 31 agosto, Lennar ha
registrato un rimbalzo dei ricavi del 29% annuo a USD 8,93 mld, in linea con le
attese del mercato. Le consegne sono aumentate del 13% annuo.