Grecia, controlli sui capitali e chiusura delle banche

A cura di Rocki Gialanella

In attesa del referendum di domenica prossima, domani comincia il ‘corralito’ ellenico. I correntisti avranno la possibilita’ di prelevare al massimo 60 euro giornalieri dai bancomat

Il Governo di Alexis Tsipras ha deciso la chiusura delle banche e l’introduzione di controlli sui capitali per evitare il collasso del sistema bancario e proteggere la stabilità del settore finanziario, dopo aver propiziato la rottura delle negoziazioni con i creditori e annunciato un referendum sulle proposte di riforme strutturali e aggiustamenti dei conti richiesti dalla troika.

In conformità a questa decisione senza precedenti, le banche riapriranno martedì 7 luglio, due giorni dopo il referendum convocato per la prossima domenica, anche se la data potrebbe subire variazioni dettate dalla marcia degli eventi. La Borsa di Atene resterà chiusa per l’intera giornata odierna, in attesa che l’Esecutivo vagli le conseguenze finanziarie della decisione.

Allo stesso tempo, Atene imporrà restrizioni ai movimenti di capitali per evitare un’intensificazione della fuga dai depositi bancari. Un limite sarà fissato anche alla possibilità di ritirare denaro contante dai bancomat. Oggi i bancomat non erogheranno denaro e a partire da domani il tetto massimo al prelievo verrà fissato a 60 euro. Quella che inizia oggi è la settimana dei pagamenti di stipendi e pensioni, che per ora è stata garantita da Tsipras.

Da quando Tsipras ha annunciato la convocazione di un referendum, la preoccupazione è cresciuta tra i cittadini ellenici. Da venerdì notte si sono create lunghe file davanti ai bancomat, tanto nella capitale che nelle altre città principali del paese. Un processo che ha funzionato come una profezia autoalimentata. Quando domenica è stata resa pubblica la decisione della Bce di mantenere aperta la linea di credito d’emergenza ma non di elevarla, il panico è dilagato, giustificando ancor più la decisione del Governo.

La domanda indirizzata ai cittadini domenica 5 luglio sarà la seguente: ‘E’ d’accordo con le proposte presentate dalle autorità europee e dal FMI?’ Tuttavia, il tempo per spiegare ai cittadini i punti critici della proposta dell’Ue sono davvero pochi e insufficienti. In altre parole, il referendum rischia di trasformarsi in un ‘si o no’ a favore della divisa unica, senza tener conto delle reali esigenze della Grecia per tirarsi fuori, in un lasso di tempo ancora indefinito, dalla crisi. Tsipras si gioca tutto con una mossa tesa a trovare l’appoggio della maggioranza dei suoi cittadini, ma i numeri dicono che l’80% dei greci è favorevole a restare nell’eurozona.

Il punto critico nella disputa tra le istituzioni (Commissione Europea, Bce e FMI) e la Grecia si concentra sulle diverse posizioni rispetto alla gestione del debito. Atene chiede un haircut del proprio debito pubblico (ora al 180% del Pil), ma questa possibilità non viene nemmeno presa in considerazione dalle autorità sovranazionali.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.