Grecia – Eurogruppo: 1 a 1 palla al centro

Una partita ancora aperta e la tattica non sembra elegante, fatta di fini passaggi a pochi metri di distanza per sfruttare uno schema ben studiato in allenamento ed arrivare al goal. Fxcm

Si tratta più che altro di una sorta di partita a ping pong, dove ci si continua a tirare la palla da una parte all’altra del campo in attesa che qualche giocatore delle due squadre, Europa da una parte e Grecia dall’altra, fermi il pallone e provi a partire con qualche azione ordinata. Questo in estrema sintesi il quadro che ci sembra di guardare, con l’accordo trovato tra Grecia ed Eurogruppo sul finire di settimana, secondo il quale si estenderanno i prestiti alla Penisola ellenica per quattro mesi, dietro il rispetto e la continuazione delle misure di austerità pre-imposte alla Grecia, stando a quanto dichiarato da Dijsselbloem (Presidente Eurogruppo), senza che sia stato invece firmato nessun memorandum di intesa, secondo Tsipras.

Un fatto è certo ed i mercati ci hanno già mostrato la propria contentezza: la Grecia, per il momento, rimane all’interno dell’euro e, proprio a partire da oggi, questo diventerà con alta probabilità un tema sul quale ci concentreremo su base giornaliera, in quanto potenziale creatore di nuove aspettative razionale tra gli investitori, una condizione in grado di far scaturire movimenti di mercato che fin’ora sono stati guidati relativamente (per utilizzare un eufemismo) dal tema greco. Se osserviamo infatti un grafico dell’eurodollaro, assumendolo come proxy in grado di delineare movimenti dovuti a creazione di aspettative e reazioni dei prezzi nel momento in cui tali aspettative vengono rispettate ovvero deluse, notiamo come il movimento sia risultato estremamente laterale (e volatile all’interno di confini precisi, il che potrebbe anche aver giovato all’operatività), chiara evidenza di come il tema che da oggi portiamo alle cronache del trading, non sia risultato un market mover a causa dell’estrema incertezza sentita dagli investitori, un’incertezza in qualche modo ben curata e garantita (nel senso lato del termine) da un’Europa che di tutto ha voglia tranne che di un’uscita del Paese in questione dall’unione monetaria, uno scenario del tutto lungi dal non realizzarsi a nostro parere (chi ci segue da anni conosce il nostro “euro-pensiero, definiamolo in questa maniera), ma che, allo stato dell’arte attuale (leggasi implementazione del QE della quale valutare gli effetti iniziali), non risulta certo essere il best-scenario per Bce e varie istituzioni.

Da oggi inizieranno a circolare notizie più certe relative all’argomento e cercheremo di capire insieme quali possano essere le nuove creazioni di sentiment degli operatori, soprattutto di fronte alla potenziale creazione di un precedente di “disubbidienza” al volere dei forti ed austeri poteri europei. Nell’attesa, stiamo attenti alla pubblicazione dell’IFO, potremmo assistere alla partenza di aumenti di volatilità di brevissimo periodo in mancanza di altre notizie.