Grecia, Porto Rico e i rischi dell’elevato indebitamento globale

A cura di Rocki Gialanella

A dispetto dei tanti e continui avvisi lanciati dalla Federal Reserve, la pericolosita’ degli episodi di volatilita’ che seguiranno all’avvio di una politica monetaria restrittiva sara’ proporzionale ai livelli di indebitamento e alla vulnerabilità fiscale delle economie

Le attuali crisi di Grecia e Porto Rico hanno riportato in auge il problema dei rischi derivanti dalla presenza di elevati livelli di indebitamento globali e i perniciosi effetti sugli sforzi per rivitalizzare economie colpite dalla recessione e alle prese con seri problemi per ritornare sul sentiero che porta alla crescita.

Anche se la crisi globale sembra oramai alle nostre spalle, quel che resta sono le sue conseguenze, con paesi altamente indebitati ed estremamente dipendenti dai bassi costi di finanziamento che vanno a braccetto con l’adozione di politiche monetarie ultraespansive, in special modo nelle economie avanzate.

Il mondo post-crisi è un mondo caratterizzato da debiti elevati, talmente alti da finire fuori controllo nel caso in cui arrivasse uno shock improvviso. All’interno del report ‘Le prospettive economiche globali’, Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente avvertito che i casi di Grecia e Porto Rico devono rappresentare un campanello d’allarme da non sottovalutare.

A partire dal 2007, il debito globale non ha cessato di crescere ed ha registrato ritmi a dir poco preoccupanti. Nel 2014, il debito globale totale (governativo, societario e privato) ha raggiunto i 199.000 mld di usd, 57.000 mld in più rispetto al 2007 (Fonte: McKinsey Global Institute).

Le economie emergenti assorbono all’incirca la metà di tale debito. Quelle industrializzate hanno sperimentato una forte ascesa del debito pubblico e una dinamica poco mossa di quello privato. In Cina, per esempio, il debito pubblico è lievitato dai 7.000 mld di usd del 2007 ai 28.000 mld di usd del 2014.

In testa alla classifica dei paesi più indebitati troviamo il Giappone, con un rapporto debito/Pil del 242%”; seguito dalla Grecia con il 177%, Giamaica con il 140%, Portogallo e Irlanda, entrambe sopra il 130%.

Porto Rico, il cui status libero associato agli usa complica la dichiarazione di uno stato di insolvenza, ha già annunciato l’impossibilità di onorare i 72.000 mln di usd di debito pubblico. Le conseguenze dirette di questi annunci, in particolare per le economie che hanno difficoltà nel far ripartire la crescita, ha alimentato il dibattito sull’efficacia dell’austerità per riequilibrare i conti pubblici. Il Fondo Monetario Internazionale, difensore di posture ortodosse di riduzione del deficit per supportare l’economia, ha messo in discussione il suo operato nell’ambito delle due operazioni di salvataggio effettuate in Grecia.

Per ora, gli elevati livelli di indebitamento globale si sono rivelati sostenibili grazie alla presenza di tassi d’interesse molto bassi, mantenuti artificialmente schiacciati dalle decisioni delle quattro principali banche centrali del pianeta (Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Banca del Giappone, Banca d’Inghilterra). In presenza di mutate condizioni macroeconomiche in Usa e Inghilterra, la prova del fuoco sembra essere dietro l’angolo.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.