Grecia, una Pasqua in sordina

Il commento di di Gian Paolo Bazzani, AD Saxo Bank Italia

Una Pasqua di sorrisi, mi riferisco all’incontro di domenica del ministro delle finanze greco Varoufakis con il numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, che però non è servita alla causa ellenica. Il ministro greco si è sicuramente presentato all’incontro per ottenere nuove condizioni sul debito e presumo abbia anche usato la leva di una possibile “partnership” con la Russia ma, a giudicare dagli annunci successivi al meeting, non ha ottenuto il suo scopo e si è limitato ad incassare qualche sorriso di circostanza.

“La Grecia ripagherà i propri debiti”, ha annunciato Atene a margine dell’incontro e lo farà partendo dall’onorare il pagamento della tranche di 460 milioni di euro del suo debito con il FMI con scadenza 9 aprile. Sembra chiaro che ormai si sia abbandonata la retorica propagandistica che aveva caratterizzato il duo Tsipras-Varoufakis nelle settimane post elezioni. Non un gran successo quindi: un accordo con la Russia, apparentemente per sbloccare le importazioni di frutta, ma più probabilmente per avere aiuti economici in cambio dell’appoggio greco per ridurre le sanzioni europee, non sembra essere una gran minaccia vista anche la difficile situazione del Cremlino.

In realtà la situazione greca si è spostata ormai da settimane dall’essere un problema finanziario a quello di crisi politica e umanitaria. E senza più armi per ricattare i creditori, Tsipras deve adottare la politica della mano tesa sia verso i creditori stessi che verso gli avversari politici interni. Non è un caso che ci sia in queste ore un riavvicinamento con l’ex primo ministro Samaras nel tentativo, speriamo, di trovare un consenso per avviare le indispensabili riforme.

Tutto bene quindi? Non del tutto. La Grecia, il primo aprile, ha inviato una lista aggiornata delle riforme “pretese” dai creditori per cercare di sbloccare gli aiuti finanziari ed evitare il default, ma i media parlano chiaramente di iniziative ancora insufficienti, citando funzionari delle istituzioni europee. Resta da vedere se e quando il governo greco sarà in grado di formalizzare un piano di riforme serio e quale sarà la reazione dell’opinione pubblica ormai stremata. Il rischio politico è tutt’ora alto e la deriva estremista non è da escludere in caso di caduta dell’attuale governo.

La Grecia ha ancora diverse settimane a disposizione prima di trovarsi senza liquidità, ma l’Unione Europea e il Fondo monetario internazionale hanno sospeso gli aiuti, in attesa che le riforme, seppur come detto giudicate ancora insufficienti, siano rese operative. La Grecia è il paese che ha falsificato in conti pubblici, difficile fidarsi completamente.Nel frattempo, è il mercato a fare professione di ottimismo e a festeggiare la rinnovata serenità per lo scampato pericolo (default) e tutte le borse europee sono in crescita di almeno un punto percentuale, Atene inclusa.