Grexit o non Grexit? Ancora rumor!

I temi di discussione che hanno caratterizzato la settimana appena trascorsa e che, con alta probabilita’, andranno a delineare le linee guida dell’attuale non risultano diversi dal tandem commentato durante le ultime settimane: dollaro e Grecia. Fxcm

Con l’Usd a fare da catalizzatore di flussi di investimento ed a ricoprire il ruolo di bussola dei mercati e la seconda che, a dire il vero, non ha portato grande scompiglio (per ora), andando a provocare effetti soltanto sui listini, movimenti quest’ultimi tra l’altro abbastanza contenuti rispetto agli effetti che si sarebbero potuti verificare di fronte a notizie negative certe, le quali, per il momento, non sono arrivate.

E proprio dalla conclusione del meeting del G7 tenutosi a Dresda e sul quale abbiamo messo in guardia durante le ultime sedute di trading vogliamo partire, prendendo atto di come, per la prima volta, il FMI abbia parlato apertamente della possibilità che la Grecia esca dall’euro, una dichiarazione che si è cercato di smorzare tramite le parole del numero uno della Commissione Europea Juncker il quale ha sottolineato (mostrando dunque un ottimismo maggiore a riguardo) come verrà trovata una soluzione “nei prossimi giorni o settimane”. Ha parlato anche il segretario del Tesoro americano il quale ha lasciato intendere come il 5 giugno possa non rappresentare la “scadenza ultima” per valutare la capacità del Paese di trovare un accordo soddisfacente con i creditori, mostrando in qualche modo una potenziale apertura verso negoziati più concreti da parte dell’America.

Tutto e niente dunque da un meeting all’interno del quale, stando a fonti ufficiali, si è affrontato il tema greco soltanto per pochi minuti, un tema superato da quello relativo al finanziamento al terrorismo ed alle valute virtuali, stando a quanto dichiarato dalla Germania. Settimana scorsa ci siamo azzardati a definire qualsiasi notizia relativa alla Penisola ellenica come un rumor (data la poca chiarezza che caratterizzava – e che continua a farlo – le diverse notizie susseguitesi e la reazione dei prezzi) ed, almeno fino alla fine di questa settimana, potremmo riproporre questa chiave di lettura che vede un dollaro in pausa e borse che alternano momenti di rialzi con sedute ribassiste, non ancora caratterizzanti dei potenziali movimenti strutturali di ribasso.

Sarà una settimana molto interessante anche dal punto di vista delle pubblicazioni macro e delle riflessioni a livello di politiche monetarie da parte di RBA, BCE e BoE, con le tre banche che si riuniranno rispettivamente questa notte, mercoledì e giovedì e con diversi dati di cui cominceremo a parlare domani (tra cui l’inflazione dell’area euro domattina) che culmineranno con i Non Farm Payrolls di venerdì.