Henderson: “Puntiamo sui grandi nomi del settore farmaceutico”

“Se un’azienda produce un farmaco innovativo che incontra esigenze cliniche senza risposta, allora sì che ha il potere di stabilire i prezzi”, ha affermato John Bennett, head of European Equities di Henderson

Le azioni europee offrono valore?

La vecchia definizione di “value” e “growth” non è più valida perché non ci troviamo in un ciclo ordinario. Non lo è mai stato, a dire il vero, da quando è iniziata la crisi finanziaria a causa della forte crescita di debito. Abbiamo ancora a che fare con la minaccia di deflazione di debito. Tempo fa, quando si comprava “value”, gli occhi erano puntati su cemento, banche, acciaio, automobili o alluminio – settori “value” tradizionali. Oggi non sarebbe una buona idea considerato i rischi deflazionistici e per la reazione delle banche centrali a tali rischi, come il Quantitative easing.

Quali sono le preoccupazioni per l’Europa post-Brexit ?

Mi sono preoccupato meno dell’andamento del Ftse 100 e dell’economia britannica rispetto ai paesi della periferia europea all’indomani dell’esito Brexit, visto che la Gran Bretagna ha svalutato la sterlina in modo significativo. Ho temuto maggiormente gli effetti di Brexit sui paesi della periferia europea, un’area già poco competitiva, in cui l’euro è stato indiscutibilmente troppo solido dalla sua data di lancio. L’euro, secondo me, è stato troppo debole per la Germania e troppo forte per tutti gli altri paesi. Possiamo paragonare i paesi della periferia a un paziente ancora in via di guarigione. I dati recenti del Pil dell’Italia non sono stati granché positivi e questo minaccia la posizione del primo ministro italiano, Matteo Renzi, nel referendum costituzionale di ottobre – un altro evento particolarmente discusso in Europa. Credo che non smetterò mai di preoccuparmi per le economie della periferia.

Come sta performando il settore della sanità?

Il settore farmaceutico non ha partecipato realmente al rally dei difensivi. Ho pensato che il 2016 potesse essere un buon anno per i titoli, non per i mercati. Fino a questo momento, al di là degli investimenti in sterline, non è stato un anno buono nemmeno per le azioni europee. Al momento c’è una chiara dispersione di titoli all’interno del settore farmaceutico, con pressioni sui prezzi in alcune aree cliniche negli Stati Uniti. Basta guardare alle notizie di Sanofi sul prodotto di insulina per il diabete. Oppure alla notizia di Novo Nordisk. I prezzi stanno iniziando a rappresentare un problema negli Usa – un vento contrario per alcune società farmaceutiche, ma non per tutte. Se un’azienda produce un farmaco innovativo che incontra esigenze cliniche senza risposta, allora sì che ha il potere di stabilire i prezzi. Ecco perché i titoli farmaceutici che abbiamo in portafoglio sono i nomi più importanti: Roche, Novartis ma anche Fresenius nel settore sanitario.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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