High yield bond, negativo un aumento dell’avversione al rischio

Per Wehrmann, head of European High Yield di Deutsche AM, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle obbligazioni high yield denominate in euro 

Deutsche
Negli ultimi mesi, l’asset class degli euro high yield bond ha continuato a offrire flussi reddituali soddisfacenti e quotazioni stabili. Quali fattori hanno supportato questo trend?

Innanzitutto bisogna dire che il mercato è stato ben sostenuto da aspetti tecnici positivi e dai fondamentali. Dal punto di vista tecnico il mercato è stato supportato da una domanda forte da parte degli investitori a causa dei bassi tassi di interesse, dalla scarsa offerta di nuove emissioni e per il fatto che alcuni grandi emittenti hanno abbandonato il mercato dell’alto rendimento perché promossi a investment grade. Sotto il profilo dei fondamentali, il mercato è stato sostenuto dal più solido contesto economico in Europa, dal momento positivo dei profitti per la maggior parte degli emittenti, dal tasso di default molto basso per diversi anni e da altri eventi positivi (come aziende che sono state promosse a investment grade ed emittenti più rischiosi che sono stati in grado di rifinanziare i propri debiti).

Quali fattori possono mettere in discussione lo scenario favorevole all’asset class? Il prossimo annuncio della Bce in materia di tapering potrebbe rappresentare l’avvio di una fase sfavorevole?

I principali fattori di rischio sono rappresentati dall’aumento generale dell’avversione al rischio, un drastico e rapido aumento dei rendimenti dei governativi e il cambiamento del comportamento degli emittenti che diventano più aggressivi rispetto alla propria politica del debito e al rischio d’impresa.
La valutazione di alcuni segmenti nel mercato ad alto rendimento dell’area euro è diventata a nostro parere meno attrattiva. Pertanto, un re-pricing in tali ambiti potrebbe portare a una parziale correzione del mercato.
Noi ci aspettiamo un cambiamento della politica della Bce graduale e prudente, che a nostro avviso non porterà immediatamente a un’inversione di tendenza. Solo se la Bce dovesse cambiare la propria politica in modo più rapido e drastico del previsto, allora ci potremmo aspettare un notevole impatto negativo sul mercato.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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