High yield bond, tra performance e illiquidità

Uno stress test dell’Esma ha evidenziato che il 40% dei veicoli focalizzati sull’asset class sarebbe in grado di reggere a una forte ondata di vendite

L’investimento in obbligazioni ad alto rendimento o ‘high yield’ deve necessariamente entrare solo nei portafogli costruiti da coloro che possono fare affidamento su un orizzonte temporale molto lungo. Il tempo sembra essere l’unica variabile in grado di garantire l’ottenimento di performance soddisfacenti a fronte di una volatilità simile a quella dei veicoli d’investimento azionari.

Il coordinatore dei supervisori europei dei valori (Esma) ha realizzato uno stress test per provare la resistenza dei fondi comuni all’arrivo di un possibile shock derivante da rimborsi massicci ed ha messo in guardia dai problemi di liquidità che potrebbero coinvolgere i fondi comuni d’investimento focalizzati sul segmento obbligazionario high yield, caratterizzati da livelli di affidabilità creditizia inferiori a BBB- (l’ultimo gradino dell’investment grade). L’ipotesi contemplata è quella di un’ondata di paura che convinca molti investitori a chiedere la vendita delle quote possedute.

L’istituzione ha setacciato 6.000 portafogli obbligazionari di veicoli d’investimento registrati nell’Unione Europea con asset under management di 2.500 mld di euro per osservarne il comportamento nel caso in cui si inneschi un’impennata delle richieste di rimborso. I risultati del test sono soddisfacenti perché l’Esma sottolinea come la maggior parte dei fondi comuni presi in considerazione dispone di una riserva di liquidità sufficientemente elevata da far fronte all’eventualità di una decisa accelerazione delle richieste di rimborso.

Tuttavia, l’Esma precisa che la ricerca ha individuato alcune vulnerabilità, in particolare nei fondi specializzati negli high yield bond. Stando ai risultati dell’analisi, circa il 40% di questa asset class andrebbe incontro a problemi di liquidità in caso di accelerazione delle domande di rimborso. Lo stress test ha simulato rimborso settimanali pari al 5%-10% del patrimonio gestito. In questo caso, l’impatto negativo sul valore della quota del prodotto può oscillare tra l’1,5% e il 3%.

Il rapporto rappresenta un avviso ai naviganti per tutti gli investitori che hanno rivolto l’attenzione alle obbligazioni ad alto rendimento per ovviare al problema posto dalla continua riduzione dei flussi cedolari offerti dai bond investment grade.

L’Esma ha precisato che l’obiettivo di questo stress test è valutare la resistenza del settore in occasione di crisi intense dei mercati finanziari. L’industria europea del risparmio gestito è passata dai 6.200 mld di euro del 2007 ai 9.300 mld del 2018. Le dimensioni del patrimonio gestito richiedono un monitoraggio costante della struttura interna dei fondi.

L’Esma ha recentemente pubblicato anche le linee guida definitive per gli stress test sulla liquidità, che i fondi comuni d’investimento dovranno rispettare a partire dal 30 settembre 2020. Le società di gestione saranno chiamate a valutare le attività e le passività presenti nei portafogli. L’operazione dovrà includere i flussi che fotografano i disinvestimenti dei sottoscrittori, considerati dall’Esma un serio rischio per la stabilità finanziaria globale.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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