High Yield bond, un’opportunità per il 2022

 

Secondo Martin Reeves, head of global High Yield di Legal & General Investment Management, gli spread sul segmento non si amplieranno

Dopo 3 anni buoni per il mercato globale high yield, ora il settore dal punto di vista creditizio è più solido che mai; non a caso, gli spread si attestano attorno al 25esimo percentile del loro storico. Questo ha portato preoccupazione tra gli investitori, i quali temono che gli spread siano troppo ridotti a confronto con i rischi che prospettano in futuro.

Tuttavia, noi di LGIM riteniamo che i fondamentali del credito siano destinati a migliorare ancora e questa è una ragione più che sufficiente per ritenere che gli spread non si allontaneranno molto dai livelli attuali, anzi, è possibile che si ridurranno ulteriormente. Proprio come accaduto nel 2021, anche il 2022 offrirà opportunità di guadagno, in quanto sarà un anno probabilmente caratterizzato dalla volatilità, e la chiave per il successo sarà mantenere la rotta.

Questo perché, a nostro avviso, il 2022 farà registrare il più alto numero di upgrade della storia, tanto che il mercato globale delle obbligazioni high yield potrebbe arrivare a contrarsi in termini di dimensioni. Si tratta di un aspetto importante per gli investitori di lungo periodo, in quanto riuscire ad esporsi alle future “rising star” potrebbe portare alla creazione di alfa, in quanto insolitamente la gran parte delle contrazioni degli spread si verifica nei mesi dopo un upgrade a “investment grade”.

Dall’altro lato, i “fallen angel” saranno meno e più distanti nel tempo, ma possono comunque rappresentare un’opportunità. Uno dei settori che ha maggiori probabilità di vedere una robusta ripresa nel prossimo periodo sarà il tanto discusso immobiliare cinese. La storia dimostra che gli investitori possono commettere errori, ma difficilmente un intero settore scompare del tutto, specialmente quando ricopre un ruolo di primo piano per l’economia di una nazione. Uno degli errori più comuni per gli investitori è quello di farsi prendere dal panico e, spinti dalla pressione dei prezzi, abbandonare un mercato quando questo sta registrando i suoi minimi; infatti, in questo modo le uscite danno vita a profezie che si autorealizzano e i mercati aggravano i loro ribassi. Col tempo, nuovi investitori rimpiazzeranno quelli uscenti e, appurato che in un determinato settore vi è una robusta crescita strutturale, assisteremo a un rimbalzo anche della parte obbligazionaria, anche se con alcune correzioni.

L’ultima fonte di preoccupazione da affrontare riguarda l’inflazione e l’impatto che questa può avere sulla curva dei rendimenti. Essendo i rendimenti dell’high yield bassi, la duration non sarà fortemente influenzata dalle dinamiche dei tassi d’interesse, come avviene invece per gli investment grade. Inoltre, i livelli delle cedole sono ancora molto alti rispetto alle rendite obbligazionarie, pertanto, anche se queste ultime dovessero crescere, difficilmente arriverebbero a raggiungerle. Questo significa che le imprese saranno ancora in grado di finanziarsi e di abbassare il costo del loro denaro contante.

In conclusione, gli spread sono bassi, ma questo è giustificato dai solidi fondamentali del settore creditizio e per questo crediamo che il reddito offerto potrebbe essere attraente per molti.

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