High yield: “Meglio rimanere su scadenze non lunghe”

Giovanni Radicella, head of Fixed Income di Arca Fondi SGR, risponde all’inchiesta di Fondi&Sicav sulle obbligazioni high yield americane

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L’inflazione Usa mostra segni di ripresa e il rendimento nominale dei Treasury non offre protezione agli investitori. Molti indicano gli HY bond come possibile soluzione al problema di ottenere rendimenti obbligazionari tali da far fronte all’incedere dell’inflazione. Pensate che il segmento sarà in grado di offrire rendimenti reali interessanti?

Si perché se l’inflazione risale come conseguenza di un miglioramento generalizzato dell’economia, allora le prospettive per la profittabilità delle aziende migliorano e migliorano in misura maggiore per le imprese con un più alto grado di leva come quelle del settore high yield. Offrendo inoltre un rendimento nominale più elevato, il cuscinetto rispetto all’erosione del valore della moneta dato dall’inflazione è maggiore a patto che non si incorra in eventi di default che non sono mai del tutto eliminati anche in un contesto macroeconomico più favorevole.

Che cosa possono aspettarsi gli investitori dal mercato high yield Usa nei prossimi mesi? Quali sono a vostro avviso i rischi maggiori e su quali duration ritenete opportuno focalizzarvi in vista delle prossime decisioni della Fed e della Trumpnomics?

Il settore high yield Us ha già fatto tanto in termini di performance e i premi di rendimento sono infatti molto vicini ai minimi dopo la crisi del 2008-09. Non c’è quindi spazio per errori ed è necessaria la più assoluta dedizione all’analisi degli emittenti e alla costruzione il più diversificata possibile del portafoglio in modo da non concentrare posizioni e rischio in pochi emittenti e settori in quanto anche pochi default potrebbero pregiudicare il ritorno da tutto l’investimento, visto che in media si perde il 70% di un investimento obbligazionario quando un’impresa va in default. Bisogna anche stare alla larga da imprese che possono trovare attraente aumentare ancor di più la leva finanziaria prima che i tassi di finanziamento crescano ulteriormente in quanto questo pesa sulla rischiosità dell’investimento obbligazionario in questo tipo di aziende. Meglio stare infine su scadenze non lunghe, massimo cinque anni visto lo scenario di ripresa dell’inflazione e di ri-normalizzazione della politica monetaria su tassi più ‘normali’. Il comparto Sidera Global High Yield investe sia in high yield europei sia americani; la gestione di quest’ultima porzione del portafoglio è delegata a Goldman Sachs Asset Management che in virtù della conoscenza di questa particolare asset class, ha dimostrato in passato di cogliere le opportunità di investimento offerte dai mercati.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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