Hsbc AM: «Soprattutto sostenibili e tematici»

Stefano Caleffi, head of Etf sales for Southern Europe di Hsbc Asset Management, partecipa al Focus Etf.

Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?

«Innanzitutto sottolineerei il forte tasso di crescita dell’industria Etf, molto significativo, che ha superato 8 trilioni di dollari di patrimonio gestito. È un trend che non ha perso vigore durante gli ultimi 18 mesi, nonostante le diverse evoluzioni del mercato: dal crollo degli indici, con lo scoppio della pandemia, al successivo consistente rimbalzo, per poi passare a una fase di alleggerimento e con l’alternanza di diverse tipologie di titoli, con la leadership che è passata dal growth al value. Gli Etf sono sempre cresciuti, indipendentemente dalle dinamiche di mercato. Direi che quelli passati sono stati mesi molto interessanti dai quali sono emerse due tendenze: l’affermazione degli Etf tematici e dei prodotti Esg. I primi hanno registrato una forte raccolta e un incremento di nuovi prodotti. Per quanto riguarda la sostenibilità, il fenomeno si è manifestato due anni fa e ha acquisito sempre più forza, che è andata aumentando negli ultimi mesi, sia in termini di flussi, sia di nuove tipologie di prodotto. La domanda emersa è l’espressione di un forte sviluppo strutturale. Basti pensare che dei 100 miliardi di dollari di afflussi netti in Etf di diritto europeo da inizio anno, ben 48 sono di prodotti che, in base al regolamento Sfdr, sono classificati sotto l’articolo 8 e l’articolo 9. Come Hsbc siamo attivi su questo fronte e stiamo sviluppando strategie sostenibili».

Pensate che gli Etf possano continuare ad avere lo stesso successo anche con performance degli indici e degli asset rischiosi in generale meno buone?

«L’Etf è un prodotto trasversale, una leva che i gestori hanno a disposizione e che si affianca a tutti gli strumenti finanziari, che siano azioni od obbligazioni, future o derivati, singoli titoli o fondi. Il suo utilizzo non è a somma zero, ma offre la possibilità di fare le scelte che si integrano con le strategie di investimento. Quando si guarda a questa tipologia di prodotto, non lo si deve fare in contrapposizione a quelli esistenti o ai diversi stili di gestione. Certo, negli anni, l’Etf ha eroso quote di mercato ai fondi attivi, ma è uno strumento che ha molteplici utilizzi, anche da parte dei gestori che adottano un approccio attivo nei propri portafogli. Esso ha quindi un’elevata capacità di impiego per ogni tipologia di mercato, permette di investire facilmente e in modo immediato. L’Etf è un veicolo, l’involucro di un sottostante, e, in quanto tale, svolge la sua funzione in ogni condizione di mercato. Inoltre, è uno strumento molto versatile e ricco di declinazioni, che sta prendendo sempre più piede. Di recente, negli Usa, si è assistito alla nascita degli Etf attivi, un’evoluzione interessante che merita di essere seguita».

Ritenete che vi sarà sempre più spazio per Etf incentrati su portafogli tematici di nicchia come robotica, fintech o smart city?

«Come sottolineavo in precedenza, l’interesse nei confronti degli Etf tematici è in crescita. A questo proposito, però, vorrei fare un inciso. Quando si parla di questa tipologia, spesso la si associa a un prodotto la cui esposizione è limitata solo ad alcune aree, in particolare all’high tech e ai suoi sottosettori. Sicuramente è stato così all’inizio, ma si è trattato solo del punto di partenza. Non è quindi solo disruption o, perlomeno, non solo quella da intendere come elemento caratterizzante della sola tecnologia. Come Hsbc, crediamo che l’Etf tematico interpreti un’esigenza che non può essere limitata a livello settoriale o regionale. Inoltre, riteniamo che ci siano altri ampi temi da esplorare e che possano essere oggetto di investimento, come quelli sociali o macroeconomici (ad esempio, dinamiche legate all’inflazione). Le esigenze sono in continua evoluzione e, proprio per tale ragione, vista la duttilità dello strumento, ci sarà sempre più spazio per questo tipo di prodotto, peraltro guardato con attenzione anche dall’investitore retail».

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