HSBC: “Assumiamo tatticamente alcune posizioni lunghe sul dollaro”

Chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sul dollaro americano Joseph Little, chief global strategist di HSBC Global Asset Management

Dopo una fase di indebolimento durata alcuni mesi, il dollaro sembra aver trovato un range di equilibrio nel cambio con l’euro. Quali sono le vostre previsioni per l’andamento della divisa Usa nei prossimi trimestri e quali variabili potrebbero condizionarne la quotazione al rialzo o al ribasso?

Da inizio anno a oggi, il dollaro ha perso quasi il 10% rispetto alle altre maggiori valute, nonostante la lieve ripresa di metà settembre. Pensiamo che nelle prossime settimane, man mano che ci avvicineremo al 2018, il livello dei rischi può farci supporre che il dollaro continuerà a rafforzarsi. Di conseguenza, a questo punto ha senso per noi assumere tatticamente alcune posizioni lunghe sul dollaro.

Questa view si basa sull’idea che la Fed possa continuare a inasprire la sua politica monetaria in misura maggiore rispetto a quanto atteso dal mercato. Qualche lieve forza reflazionistica potrebbe prendere piede negli Stati Uniti, area nella quale l’economia sta operando con una capacità inutilizzata pari a zero, o quasi. Gli indicatori dell’attività economica in senso più ampio, come i trend del mercato del lavoro, sono ancora robusti e possiamo anche prevedere l’impiego di alcuni stimoli fiscali. Dopo una fase caratterizzata dalla debolezza del dollaro riteniamo che sia prevedibile un’inversione di rotta del trend.

Quali segmenti obbligazionari in Usd ritenete interessanti in termini di rischio/rendimento per un investitore europeo che voglia  puntare su un rafforzamento del biglietto verde?

Visti i prezzi attuali, gli investitori in settore del reddito fisso si trovano di fronte a una decisione difficile. In questo frangente, il rischio del tasso di interesse non è prezzato in modo attrattivo. Inoltre, la possibilità che la Fed adotti un atteggiamento più aggressivo potrebbe portare a ritorni più deboli in alcune aree del reddito fisso a livello mondiale.

In questa fase economica di Goldilocks, troviamo un giusto mix di crescita e bassa inflazione che supporta un outlook più sostenuto per il settore corporate e uno positivo per i default del credito. Nonostante i fondamentali sembrino ancora buoni, la sfida per gli investitori è rappresentata dai prezzi che sembrano essere elevati, troppo elevati, nei mercati del credito. C’è stata una significativa compressione degli spread e ci sono pochi margini di sicurezza. Preferiamo alcuni high yield (principalmente in Asia) rispetto ai crediti investment grade che solitamente sono più sensibili al ciclo dei tassi di interesse della Fed.

Meglio ancora, per gli investitori con un approccio più flessibile, consigliamo di posizionare i portafogli sui titoli azionari globali e sui mercati emergenti (compresso il debito in valuta locale).

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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