I commenti alle decisioni della Bce

L’analisi dei gestori di Fidelity International, State Street Global Advisors, Anima Sgr, Saxo Bank, Ubp e del presidente dell’Aiaf

David Simner, gestore di FF euro bond fund e FF euro corporate bond fund di Fidelity International:
“dopo la delusione di dicembre la BCE ha annunciato oggi una serie di azioni che ha sorpreso in positivo i mercati. In particolare prende il via in Europa una sorta di “”QE delle aziende”” per le obbligazioni societarie non finanziarie di elevato merito creditizio. Inoltre, una nuova struttura TLTRO consentirà per quattro anni alle banche europee di prendere in prestito denaro dalla BCE ad un tasso negativo, potenzialmente a partire da -40 punti base, proporzionalmente con i prestiti che elargiranno. Ciò dovrebbe incoraggiare ulteriormente i prestiti alle famiglie e alle imprese, riducendo il tasso di interesse dei prestiti e il costo del capitale per le banche. La BCE ha anche aumentato il volume degli acquisti mensili per 80 miliardi di Euro al mese, cioè un ammontare superiore rispetto a quanto si attendeva il mercato ed uno sviluppo positivo per l’obbligazionario europeo. Il mercato delle obbligazioni societarie europee, che ha spread ai massimi livelli degli ultimi due anni, potrà infatti a mio avviso beneficiare fortemente delle decisioni prese oggi dalla BCE”.

Stephen Yeats, Emea head of fixed income beta di State Street Global Advisors:
“”Le modifiche apportate al programma e i nuovi strumenti di politica monetaria introdotti oggi dalla BCE riflettono il pensiero secondo il quale far leva solamente sugli strumenti di politica monetaria attualmente esistenti non sia sufficiente per affrontare la realtà economica dell’Eurozona””.

Luca Noto, senior portfolio manager obbligazionario di Anima SGR:
“La BCE fa un salto logico di politica monetaria e allarga il programma di acquisti ai Corporates Bonds (CSPP). Questa è di sicuro la misura che salta più all’occhio all’interno del pacchetto di decisioni prese oggi dal consiglio direttivo presieduto da Mario Draghi, tra cui un aumento degli acquisti mensili a 80 miliardi, una ulteriore riduzione dei tassi e un nuovo programma di liquidità (TLTRO II).

Queste decisioni hanno un duplice obiettivo. Da un lato, modificano drasticamente la leva dell’attivo del bilancio della BCE, stimolando direttamente l’economia attraverso l’effetto a cascata sugli asset finanziari e bypassando il settore bancario. Dall’altro rendono più facilmente raggiungibile l’aumento mensile di acquisti di 20 miliardi di euro, passati adesso a 80 miliardi dai precedenti 60 miliardi. Le dichiarazioni di Draghi e di Constancio lasciano intendere che è in atto un radicale processo di cambiamento dell’attenzione, dai tassi di interesse – ritenuti ormai quasi a fine corsa – verso strumenti che possono favorire direttamente il meccanismo di trasmissione della politica monetaria.

I pochi dettagli sul programma di acquisto di titoli del debito privato lasciano intendere la volontà del Consiglio Direttivo di proseguire in questa direzione favorendo quindi le condizioni finanziarie domestiche, rispetto all’utilizzo del tasso di cambio come fattore di impulso all’inflazione. Per quanto ciò possa favorire una distensione delle relazioni internazionali fra le banche centrali, ciò potrebbe anche introdurre un ulteriore fattore di volatilità nel mercato delle valute nell’arco dei prossimi mesi”.

Paolo Guida, vice presidente di AIAF:
“La BCE risponde alle critiche di “mancanza di munizioni” con una lista di misure, anche innovative, per riportare l’inflazione verso il 2%. La riduzione del tasso sui depositi al -0,4% (e quella degli altri tassi di policy) e l’aumento degli acquisti dei titoli (da ¤60mld a ¤80mld) erano sostanzialmente attesi, ma le novità importanti riguardano l’acquisto di corporate bond e la nuova versione delle TLTRO. Le misure appaiono destinate a ridurre ulteriormente tassi di mercato e premi al rischio, limitando i timori di tassi eccessivamente negativi, come esplicitamente escluso da Draghi in conferenza stampa”.

John Hardy, head of fx strategy di Saxo Bank:
Draghi ha lanciato il nuovo bazooka tagliando a sorpresa tutti i tre tassi fondamentali: l’ampiamente atteso taglio al tasso sui depositi di 10 bps è stato accompagnato da una riduzione di 5 bps sui tassi di rifinanziamento principale e marginale, che scendono rispettivamente a 0% e 0,25%. Dopo le delusioni di dicembre, questa volta la BCE non ha risparmiato sulle sorprese, ampliando il programma di acquisti mensili di 20 mld (il doppio di quanto previsto dal mercato), e sorprendendo con l’estensione degli acquisti alle obbligazioni societarie. Qualche sollievo per gli istituti di credito (alcuni dei quali temevano un taglio a -0,5%) arriva con l’annuncio di un nuovo round di TLTRO.

Jean-Sylvain Perrig, cio di Union Bancaire Privée:
Nella riunione odierna la Banca Centrale Europea non ha deluso gli investitori e ha agito in maniera aggressiva per allentare le condizioni dei mercati finanziari, compiendo un altro passo verso la c.d. “”helicopter money””, cioè misure di finanziamento diretto (monetario) di programmi di spesa pubblica o di riduzione di imposta. In particolare, due decisioni hanno superato le attese dei mercati. Innanzitutto, le obbligazioniinvestment grade denominate in euro ed emesse da società non bancarie basate nell’Eurozona saranno incluse nella lista di asset potenzialmente acquistabili nell’ambito del programma di QE. In secondo luogo, a giugno sarà lanciata una nuova serie di operazioni TLTRO, con una scadenza a quattro anni.Le TLTRO dovrebbe alleviare i timori sullo stato di salute del settore bancario e sulla sua redditività, strutturalmente ridotta a causa dell’attuale contesto dei tassi di interesse. Le nuove operazioni saranno soggette all’ammontare di prestiti nel bilancio delle banche: più un istituto presta, più gli risulterà conveniente il denaro della BCE. Queste misure entreranno a pieno regime dopo giugno.Dopo la iniziale reazione positiva dei mercati, la domanda principale riguarderà l’impatto sull’economia reale. Queste misure riusciranno a dare sostegno alla crescita del credito e quindi a migliorare lo stato di salute dell’intera economia? Questo resta da vedere. La Banca centrale europea deve implementare misure così drastiche poiché stanno crescendo i timori di deflazione e la crescita economica stenta a ripartire. Lo scenario macro dell’Eurotower è stato significativamente rivisto al ribasso: il PIL per il 2016 è ora previsto in crescita dell’1,4%, rispetto alla precedente stime di +1,7% e del consensus a +1,6%”; per il 2017, a +1,7% e per il 2018 a +1,8%. Per quanto riguarda le stime di inflazione, sono state tagliate da 1% ad addirittura 0,1% per il 2016 e da 1,6% a 1,3% per il 2017, mentre la previsione per il 2018 si attesta a 1,6%. Ciò vuol dire che ci vorrà molto tempo affinché l’inflazione si riavvicini al target del 2%.Tutto questo non cambia la nostra idea che la visibilità sul futuro sia diminuita. Osserveremo con attenzione gli spread creditizi del settore bancario, così come le revisioni sugli utili e qualsiasi miglioramento del settore delle materie prime.Da febbraio stiamo riducendo i rischi in portafoglio, avendo iniziato l’anno con troppa fiducia sugli asset rischiosi. L’ultimo intervento della BCE non altera troppo la nostra visione, poiché dimostra che la fiducia è bassa e servono medicine sempre più forti per provare a ristabilirla. Preferiremmo vedere un intervento a sostegno degli investimenti e dell’innovazione tramite misure di bilancio. La nostra conclusione è che i rischi restano spostati verso il basso (sia per la crescita sia per l’inflazione). Naturalmente, il diavolo si nasconde nei dettagli: non sappiamo infatti se i canali di trasmissione della politica monetaria funzioneranno meglio, in questo nuovo quadro.

Advertisement