I key factor del dopo Brexit

I principali accadimenti e le dichiarazioni più rilevanti nel post-Brexit. Il weekly di Mps

Bank of England – Il governatore Carney ha dichiarato che la banca centrale fornirà un quadro iniziale delle prospettive economiche post-referendum nel meeting del 14 luglio, mentre un quadro finale verrà proposto nel meeting del 4 agosto, data per la quale il mercato si attende un intervento sui tassi. Carney ha anche sottolineato che tassi troppo bassi o negativi potrebbero avere conseguenze avverse sulla dinamica del credito.

Agenzie di rating – Sia Fitch che S&P hanno tagliato il rating della GB (Fitch: a AA da AA++, S&P: a AA da AAA). Il taglio era atteso ma sottolinea la situazione di fragilità dell’economia della GB, che presenta un disavanzo delle partite correnti attorno al 4,7% del Pil, un deficit del bilancio pubblico del 4,3% e un’economia che rischia di cadere in recessione nei prossimi trimestri.

Atteggiamento negoziale UE – La frase chiave è “no negotiantions without notification”: le negoziazioni non avranno inizio sino a quando la notifica dell’intenzione della GB di uscire dall’UE non sarà formalizzata. L’atteggiamento ricorda quello adottato nelle negoziazioni con la Grecia. All’epoca la vera posta in gioco non era quella apparente (il livello del debito, gli obiettivi di finanza pubblica, etc), ma il principio generale secondo cui non sarà tollerato chi si mette in rotta di collisione con l’UE.
I mercati

I sei giorni di mercato passati dall’esito del referendum hanno visto un collasso disordinato degli assets rischiosi nei primi due giorni, seguiti da un recupero nei rimanenti quattro. L’ordinamento in termini di performance dei diversi indici è per certi versi illuminante. Nella tabella sottostante sono riportati nella prima colonna la performance di diversi indici azionari nei sei giorni seguenti l’esito del referendum; la seconda colonna riporta le performance nei due giorni seguenti, caratterizzati da un forte declino.

 L’S&P500 ha recuperato quasi totalmente la perdita (attorno al 5%) subita nei primi due giorni

 Lo Euro stoxx ha recuperato circa la metà del danno subito

 Il principale indice UK (FTSE100), dopo aver messo a segno un moderato declino, è ritornato in territorio positivo grazie alla migliore performance settimanale dal 2011 (da notare che l’indice più ampio, il FTSE250, ha visto una performance notevolmente peggiore).

 Il FTSEMIB rimane il peggiore dei principali mercati europei a causa di un recupero solo marginale del settore bancario (-26% dal 23 giugno).

 Il rendimento del BTP decennale è su livelli inferiori a quelli pre-referendum (1,23% contro 1,40%), e il temporaneo allargamento dello spread contro il bund è stato rapidamente riassorbito. Il programma di acquisto della BCE ed il rischio che questo possa essere rafforzato allontana dai BTP chi vuole prendere una posizione corta, orientandoli verso altri strumenti.

In prospettiva, in aggiunta agli sviluppi sul fronte Brexit, data l’estrema sensibilità del mercato al tema, gli sviluppi riguardo il settore bancario sono al centro dell’attenzione, con diverse fonti di stampa che suggeriscono che diverse opzioni sono sul tavolo e che le prossime settimane dovrebbero vedere qualcuna di queste finalizzata, soprattutto se il mercato dovesse forzare la mano delle autorità con ulteriori declini delle quotazioni del settore. Per quanto riguarda i dati macro, il pezzo forte è il rilascio venerdì dei dati sul mercato del lavoro USA a giugno (non-farm payrolls).