I semestre: in Italia cresce il mercato residenziale

Secondo l’Osservatorio immobiliare sul mercato residenziale di Casa.it, durante il primo semestre 2015 la domanda di case  tornata a crescere rispetto alla fine del 2014, registrando da gennaio a oggi un incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Il calo delle compravendite degli ultimi 8 anni (con una sola parentesi positiva nel 2010) ha riportato il mercato residenziale indietro di oltre 20 anni. Nel 2014 il mercato ha registrato un aumento degli scambi allontanandosi dalla soglia delle 400 mila unità scambiate (417.000). I dati del primo trimestre 2015, negativi, confermano la sensazione che il mercato non è ancora realmente entrato in una fase di ciclo positiva. Il clima di fiducia delle famiglie, pur migliorato, resta profondamente incerto sia per l’andamento congiunturale interno che internazionale (Fonte Agenzia Entrate).

– Durante il primo semestre di quest’anno la domanda di case è tornata a crescere in maniera più evidente rispetto alla fine del 2014. Nel confronto su base annua, Giugno 2015 su Giugno 2014, la domanda è aumentata di circa 6,5 punti percentuali.

– Sul fronte dell’offerta continua la crescita del numero di abitazioni in vendita: l’aumento a livello nazionale è stato di circa 7 punti, dovuto in gran parte ai tempi di vendita ancora superiori agli 8 mesi in media. La bassa dinamicità del mercato influenza così lo stock delle abitazioni in vendita.

– La domanda negli ultimi sei mesi, da gennaio a oggi, è aumentata del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2014 e del 12,6% rispetto al primo semestre 2013. Le stime prevedono che per fine 2015 il mercato segnerà un incremento della domanda di almeno 10 punti percentuali.

– Negli ultimi 12 mesi i prezzi rappresentativi degli immobili in offerta sul mercato a livello nazionale sono scesi del 5,2%. Il Key Market Price, ovvero quello che consideriamo il prezzo ideale che avvicina al meglio la domanda e l’offerta, ha registrato un calo dell’8,5% rispetto a giugno 2014. Rimane quindi ancora aperta la forbice fra i valori di chi vende e quelli proposti dai potenziali acquirenti, ma sembra ridursi l’ampiezza. In percentuale lo scarto fra i due valori è oggi del 9,4% in miglioramento rispetto al 2014 quando era dell’11,2%.