Il debito emergente alla prova dell’Usd

A cura di Rocki Gialanella

Il rafforzamento del biglietto verde ha sempre giocato un ruolo di primo piano nelle fasi di difficolta’ degli EM

Per i paesi emergenti che sono alle prese con una fase di rallentamento dell’economia e la gestione di un elevato stock di debito pubblico denominato in Usd, il rafforzamento del biglietto verde rappresenta un rompicapo che genera instabilità sui mercati. Se il real brasiliano, lo yuan cinese o la lira turca si deprezzano, gli investitori tendono ad abbandonare questi paesi.

Il rafforzamento del dollaro Usa sta provocando una restrizione de facto nelle condizioni finanziarie globali perché la divisa statunitense rappresenta ancora il riferimento per le principali operazioni di finanziamento. Gli esperti scartano l’ipotesi di un terremoto valutario come accaduto nel passato, tuttavia, avvertono che alcuni paesi emergenti si troveranno in una posizione piuttosto scomoda.

Le economie più esposte alla rivalutazione dell’Usd sono quelle che hanno tratto i maggiori benefici dall’ultimo boom delle materie prime e che non hanno approfittato del momento storico favorevole per fare le riforme strutturali necessarie. In altre parole, si tratta dei paesi con un debito pubblico difficile da gestire e caratterizzati dalla presenza di forti squilibri interni.

La Bis (Bank for International Settlements) ha già lanciato l’allarme sui rischi derivanti dal trend rialzista dell’Usd per tutte le imprese localizzate nei paesi emergenti che dipendono dal finanziamento esterno per alimentare il proprio business.

Le ultime oscillazioni intervenute nei mercati dei cambi stanno facendo affiorare fragilità finora occultate dalla presenza di condizioni finanziarie favorevoli. In passato, durante le crisi finanziarie verificatesi negli anni ’80 in America latina e ’90 in Asia, l’effetto destabilizzante del rafforzamento del dollaro giocò un ruolo di primo piano.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.