Il diavolo parla francese

Il diavolo parla francese. Nel 2017 l’investitore dovrà seguire gli accadimenti politici con la stessa attenzione riposta nell’informazione economica

Se Trump firma una legge per deregolamentare il sistema finanziario, si verifica un recupero delle quotazioni dei titoli bancari. Se la legge riguarda l’eliminazione di alcuni limiti imposti a salvaguardia dell’ambiente, a salire è il prezzo delle azioni del settore energy (petroliferi e minerari in primis).

Le ripercussioni degli annunci politici non si limitano al mercato azionario, ma estendono l’influenza anche a quello obbligazionario e al mercato dei cambi. Da inizio anno, i bond perdono quota in scia all’aumento dei rendimenti. Quando Trump afferma che non è interessato a un usd forte, il biglietto verde smette di rafforzarsi (anche se i fondamentali economici suggeriscono che dovrebbe fare il contrario).

Il problema ‘politico’ non è solo Usa e si estende anche al Vecchio Continente. L’euro è perfetto per addossargli le colpe di tutti i problemi e, di conseguenza, allontanare l’attenzione dall’incompetenza dei governanti. Nella disgraziata ipotesi in cui Marine Le Pen dovesse vincere la competizione elettorale in Francia, nessuno si soffermerà più sulla crescita in Europa perché tutta l’attenzione sarà calamitata dalla sua proposta di portare la Francia fuori dall’euro. L’Italia non è immune a questi problemi: Lega e Movimento 5 stelle non nascondono le loro intenzioni bellicose nei confronti della moneta unica.

Se si segue un approccio di tipo contrarian, il peso di queste incertezze potrebbe rendere interessante l’investimento nelle Borse europee. Se i movimenti populisti saranno sconfitti alle prossime tornate elettorali di Francia, Olanda e Germania, i listini azionari europei potrebbero concentrarsi solo sui temi della crescita e dell’inflazione –entrambe in miglioramento- e offrire soddisfazioni agli investitori.

In siffatto scenario, il 2017 si presenta agli investitori come un anno in cui la politica necessita di essere seguita con estrema attenzione per puntare a un’attenta selezione degli strumenti da inserire in portafoglio. Per l’investitore prudente e meno orientato al rischio, è probabile che la strada migliore sia mantenere elevate percentuali di liquidità per poter approfittare della volatilità che Trump e i movimenti populisti europei porteranno nei mercati.

Il timing degli acquisti/vendite sarà dettato dagli accadimenti politici, ma la selezione dei veicoli d’investimento continuerà a essere fatta con l’analisi economico-finanziaria. Bisognerà prestare particolare attenzione alle aspettative che si materializzeranno e a quelle che resteranno parole al vento. Quello che dice Trump è una cosa, quello che gli Usa faranno potrebbe essere un’altra cosa. Il 2017 ha tutte le carte in regola per essere l’anno del passaggio del testimone: da ‘è l’economia stupido’ si può passare a ‘è la politica stupido’.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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